Unione Europea rinnova sanzioni alla Russia per altri sei mesiTribuno del Popolo
venerdì , 21 luglio 2017
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Unione Europea rinnova sanzioni alla Russia per altri sei mesi

L’Unione Europea ha preso la decisione di estendere le sanzioni economiche nei confronti della Russia per altri sei mesi. Si tratta di una decisione ampiamente prevista soprattutto alla luce del fatto che venerdì la stessa Ue aveva esteso le sanzioni contro la Crimea per un altro anno. Una decisione che conferma la miopia politica dell’Europa e soprattutto la sua totale subalternità ai diktat della Casa Bianca.

Nonostante sia stato ampiamente dimostrato che la politica delle sanzioni economiche non solo non serve più di tanto a mettere in ginocchio la Russia ma danneggia in primis proprio le economie dei paesi europei che hanno sempre esportato verso Mosca, vedi l’Italia, la Spagna e la Grecia, l’Ue sembra aver imboccato comunque il vicolo senza uscita delle sanzioni a tutti i costi. In questo senso l’Unione Europea ha dimostrato ancora una volta una scarsa lungimiranza politica e una subalternità alle necessità geopolitiche degli Stati Uniti. L’Ue a questo riguardo ha votato l’estensione delle sanzioni economiche alla Russia per altri sei mesi, e lo fatto dopo che venerdì aveva rinnovato le sanzioni per un anno sulla Crimea, la regione ucraina che con un referendum ha deciso l’annessione a Mosca, non riconoscendo il Maidan di Kiev. La decisione è stata annunciata dall’addetto stampa del Consiglio Europeo per gli affari esteri, Susanne Kiefer, la quale sul proprio profilo Twitter ha scritto che le sanzioni rimarranno attive fino al 31 gennaio del 2016 per assicurare che gli accordi di Minsk vengano mantenuti. La volontà dell’Ue è quella di rivedere le sanzioni contro la Russia ogni sei o sette mesi, e in questo senso non si comprende come mai l’Ue abbia deciso la “linea dura” nei confronti del Cremlino per poi auspicare in parallelo un dialogo sulle questioni di Libia e Siria, come richiesto dal ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni. A oggi le sanzioni europee attive contro la Russia riguardano le banche nazionali, ma anche le compagnie legate alla difesa e all’energia. Non solo, Bruxelles ha anche preso misure per limitare le forniture di armi ed equipaggiamenti militari alla Russia, ma anche forniture tecnologiche e hi tech per il settore energetico. Attualmente non sono ancora state prese misure contro l’industria del gas di Mosca mentre la Russia ha risposto con un embargo sui prodotti alimentari provenienti dai paesi che hanno votato e approvato le sanzioni, e quindi anche nei confronti delle esportazioni italiane. Insomma l’Ue segue la strada del pugno duro nei confronti di Mosca proprio mentre in Ucraina la situazione non sembra ancora sotto controllo, una scelta controversa e per certi versi anche un pò masochista dato che da sempre paesi come l’Italia hanno intrattenuto ottimi affari con la Russia e dato che circa la questione “Ucraina” Mosca non è di sicuro stato l’unico paese a interferire nella politica interna del Paese.

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