Unione Europea. Unità sul fronte delle pensioni e lavoroTribuno del Popolo
giovedì , 27 luglio 2017
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Unione Europea. Unità sul fronte delle pensioni e lavoro

La Commissione UE ha espresso proposte per omologare la società europea verso nuove soluzioni.

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La Commissione, ovvero la Merkel, ha pensato di accrescere le capacità di coordinamento su pensioni e lavoro, sempre in vista di creare una super società del vecchio continente all’insegna del progresso. E’ questa l’idea base per cui è nata l’UE. La proposta è partita da un accordo francotedesco e parla la Merkel: “Pensiamo alle politiche delle pensioni e del mercato del lavoro”. Lapreoccupazione di partenza, per poter attuare i programmi, riguarda, però, le capacità finanziarie dei Paesi membri, se questi potranno contribuire con le spese. E’ stata fatta un’altra considerazione riguardante l’invecchiamento della popolazione: “Se uomini e donne, che vivono più a lungo, non restano in attività più a lungo e non risparmiano in misura maggiore per la pensione, la loro adeguatezza non potrà essere garantita”, in poche parole il problema è che l’età della pensione dura di più e per più anni gli anziani riceveranno le loro pensioni, perciò, come soluzione, si propone un innalzamento dell’età pensionabile in modo tale che gli anni della pensione non rischino di essere più lunghi di quelli lavorativi. L’Italia sembra essersi già adeguata ai tempi e a queste trasformazioni demografiche che le dovrebbero mettere in sicurezza il sistema. Questo non vale per la Francia che, invece, ha riabbassato l’età pensionabile a 60-62 anni. L’obiettivo dell’accordo, che vuole essere valido per tutti i Paesi, è di far adeguare l’età pensionabile all’aumento delle speranze di vita mentre si sono moltiplicate le iniziative per combattere la disoccupazione. Ma, sembra che nelle future società mancheranno i giovani. Il vecchio continente è abitato principalmente da persone anziane e si registrano abbassamenti di tassi di natalità preoccupanti. Dunque, agli immigrati si guarda come soluzione. Gli immigrati sono principalmente giovani in età lavorativa, il cui arrivo fa riavvicinare le percentuali dei giovani a quelle degli anziani. Inoltre, gli immigrati sembrano essere più propensi ad accettare qualsiasi forma di lavoro, permettendo di far ripartire dal basso il mercato del lavoro, per quei tipi di lavori che gli europei non sono più disposti ad accettare.

Glenda Silvestri

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