Uniti solo nella "buona sorte"Tribuno del Popolo
domenica , 28 maggio 2017
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Uniti solo nella “buona sorte”

Angela Merkel dice “no” alla creazione di un fondo assicurativo per pagare i sussidi per la disoccupazione europea

Di fronte a problemi comuni a tutta Europa, la Merkel si lava le mani e redarguisce i Paesi membri affinché li risolvano da soli.  L’espressione “Unione Europea” ha valore solo per i vantaggi che la Germania può ricevere da questa.

L’idea è del presidente della Commissione Europea, Josè Manuel Barroso, affinché gli Stati membri potessero attingere dal fondo i soldi necessari per coprire, fino alla metà, gli assegni di sostegno ai non lavoratori.

Se l’EU va giù, la Germania non si lascia trascinare: Ognuno si lavi i panni sporchi in casa propria.

Questa proposta era stata già presentata un anno fa, e anche allora la Merkel si era opposta.

Berlino e Bruxelles hanno due idee diverse di intendere il concetto “Unione”. Per Berlino ancora non si potrà parlare di unione politica fino a quando tutti i Paesi membri non rispetteranno i parametri richiesti. Fino ad allora, la Germania non ha intenzione di pulire i panni sporchi degli altri Paesi.

Bruxelles intende un altro modo di vedere l’”unità”. Di fronte a un problema comune, come può essere quello della disoccupazione, anche i Paesi che meno soffrono questo disagio sono chiamati a risolverli, per interesse comune.

La disoccupazione in Germania è del 5,2%, ai minimi livelli in tutta l’UE, sorpassata solo dall’Austria con il 4,9%.

Negli altri Paesi europei, solo i non lavoratori registrati, arrivano a una percentuale del 26,2% circa, (fonte Eurostat). In Italia si calcola una disoccupazione del 12,2%. In Grecia, il 27,9%.

E’ anche normale, quindi, il timore di Berlino di pagare troppo per abbassare queste cifre esorbitanti, dopo che i contributi tedeschi all’UE sono di gran lunga i maggiori in assoluto.

Ma d’altro canto, se la Germania vuole smettere di pagare per tutti, deve anche cercare di non attaccarsi troppo a cifre irrisorie sui debiti o spread, e concedere più respiro ai Paesi che stanno cercando di risollevarsi.

Altrimenti è normale che vedremo un Letta concentrare tutte le energie nel trovare soldi per riuscire a rispettare i parametri richiesti dall’UE e non, invece, preoccuparsi di migliorare le condizioni degli italiani affinché siano questi stessi a ricreare prosperità nel mercati e far rinquadrare i conti.

Glenda Silvestri

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