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venerdì , 28 luglio 2017
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Uno spettro si aggira per l’Europa?

Mentre tutti parlano della “marea nera” caratterizzata dall’avanzata, vera o presunta, dei movimenti fascisti e di estrema destra in Europa, intanto i partiti comunisti avanzano veramente in tuttala galassia ex sovietica, e non solo. Dalla Repubblica Ceka fino all’Ucraina e alla Russia, i comunisti stanno tornando, forse anche grazie alla crisi..

Nel 1989 il cosiddetto “socialismo reale” cadeva illudendo alcuni politologi come Francis Fukuyama che fosse persino finita la storia. A distanza di oltre vent’anni possiamo dire che non è così, e che oggi anche il capitalismo, mai come oggi, viene messo n discussione, vittima delle sue stesse contraddizioni. Così mentre la crisi economica si mangia migliaia di posti di lavoro condannando intere generazioni a precariato e sottoproletariato, ecco che il pensiero critico di Karl Marx torna d’attualità, certo non in Italia, ma nel resto del mondo, e lo fa con prepotenza. In Italia invece ci raccontano un’altra storia, quella del ritorno dei fascismi, una storia vera, certo, ma una storia che viene sovradimensionata, forse per coprire l’altra marea che sta montando ai confini dell’Europa, una marea “rossa” che probabilmente inquieta gli establishment occidentali ben di più di quella nera, vera o presunta che sia. Così in Grecia il successo ottenuto dal Kke prima, e da Syriza poi, è stato letteralmente oscurato da quello di Alba Dorata, partito per quadri e militanza tranquillamente paragonabile al Kke, ma che dai media viene scaraventato continuamente in prima pagina. I neonazisti si sa, fanno più clamore, vengono invocati come una sorta di reazione di popolo alle ingiustizie del capitalismo e al frammentarsi della politica, e certo per loro è ancora più facile fare proseliti andando continuamente nelle prime pagine dei giornali. E’ quindi evidente che il gioco degli “opposti estremismi” fà si che il mainstream nostrano preferisca occultare e nascondere la realtà, ovvero che in Europa non sono solo i neofascisti a rialzare la testa, ma anche le forze marxiste e comuniste o comunque realmente di sinistra. Andiamo nel dettaglio:

A vent’anni e più dalla caduta dell’Urss i comunisti sono tornati a essere una realtà radicata e importante proprio a Mosca, dove Ghennadi Zyuganov ha portato il Partito Comunista Russo alla percentuale del 20%, facendolo diventare il primo partito dell’opposizione russa e il secondo dopo Russia Unita nel Paese. Sono milioni i russi che si sono riavvicinati al comunismo dopo i disastri e le macerie lasciate dal liberismo selvaggio di Eiltsin, e oggi nessuna decisione può essere presa in Russia senza che i comunisti vengano consultati o dicano in qualche modo la loro. Ma i comunisti sono tornati a esercitare un ruolo primario anche in Repubblica Ceka, dove nelle elezioni regionali di ottobre il Partito Comunista di Boemia e Moravia (KSCM) è diventato il secondo partito del Paese. Anche in Repubblica Ceka i comunisti hanno raggiunto il 20%, un successo straordinario sotto ogni punto di vista, che è stato non si sa se volutamente o meno completamente oscurato dai notisti di esteri italiani e non. Ma i comunisti sono avanzati anche in Ucraina, dove nelle recenti elezioni legislative si sono laureati terza forza del Paese con un ottimo 15%. In quasi tutti i paesi dell’ex Urss, a parte Romania e Ungheria in sostanza, i comunisti quindi stanno riconquistando il seguito perduto, e la loro è un’avanzata progressiva che potrebbe continuare nei prossimi mesi/anni.

Ma anche nell’Europa in fiamme per la crisi, a ben guardare, le forze di sinistra non stanno così male. E’ in buona salute Izquierda Unida in Spagna, ha vinto con Hollande il Front de Gauche di J.Melenchon in Francia, e il Partito Comunista Portoghese è ormai una salda realtà da anni. Solo l’Italia manca ancora all’appello, ma vi sono specificità contestuali ben chiare per cui questo processo in Italia è ancora frenato, basti pensare l’anomalia tutta italiana del Pci che era il primo partito comunista d’Occidente, e il persistere con Rifondazione di un partito comunista ancora all’8% negli anni Novanta. Insomma non si vuole qui sostenere che il comunismo stia tornando, tutt’altro. Si vuole qui sostenere che parallelamente al preoccupante emergere di movimenti di destra e di estrema destra in Europa, vi è anche un promettente rifiorire delle idee marxiste che vent’anni di bugie non sono riuscite ad appassire. Oggi come un secolo fa il capitalismo è ancora in difficoltà, e il pensiero unico deve guardarsi da uno spettro antico, che oggi come ieri rischia di aggirarsi ancora per l’Europa..

D.C.

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