Uova dagli operai, soldi dai ricchi. Il Pd di RenziTribuno del Popolo
giovedì , 14 dicembre 2017
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Uova dagli operai, soldi dai ricchi. Il Pd di Renzi

Mille euro a testa per mangiare con Matteo Renzi. Non è una provocazione ma è quanto davvero accaduto ieri sera a Milano alla cena di sottoscrizione presso il The Mall, locale trendy del capoluogo lombardo.

Fonte: Oltremedianews

Suv, Porche, Jaguar e macchine di lusso per l’evento organizzato dal premier al fine di racimolare soldi da destinare al Pd ormai orfano dei finanziamenti pubblici. E’ la politica al tempo dei tagli, per uno Stato che si ritira dal sostegno alla vita politica del Paese ci sonotanti portafogli gonfi pronti ad inondare di nuovi soldi freschi i partiti come se si trattasse di un semplice buon investimento.

I conti si fa presto a farli: cifre ufficiose parlano di 800 invitati, che per mille euro a testa fanno 800mila euro. Niente male, e sono previste repliche. La soddisfazione per il colpo grosso Renzi ce l’aveva dipinta sul volto. Mentre gli altri mangiavano risotto allo zafferano e manzo in fascia di speck (rigorosamente preparati dagli chef di Eataly) il premier ha parlato per qualche minuto salutando la platea con un discorso intriso di ottimismo. ”Abbiamo recuperato 18 milioni di risorse, grazie a questo nessun dipendente del Pd avrà la cassa integrazione”. “L’Italia può veramente tornare a essere quello che è sempre stata – ha poi continuato – Abbiamo bisogno prima ancora dei vostri soldi, delle vostre idee, delle vostre critiche, del vostro coraggio. Abbiamo promesso che cambieremo il Paese e lo faremo”.

Battiti di mani e tanti sorrisi nella platea esclusiva del The Mall, tra i cui tavoli pareva essere concentrato un reddito pro capite decisamente superiore a quello del 99% delle famiglie italiane di ceto medio. Tante facce note tra cui il presidente di Telecom Giuseppe Recchi; Maria Grazia Mazzocchi, presidente del conservatorio di Milano, quello di Confcommercio, Carlo Sangalli; l’architetto Stefano Boeri; il presidente di Kinexia, Pietro Colucci e persino l’ex arbitro e ora presidente del Bari Paparesta. Sono lontani anni luce le piazze piene di lavoratori che vivono la crisi e chiedono diritti, soprattutto sono lontane le uova e le contestazioni del pomeriggio e dei giorni scorsi che hanno colpito il premier nel corso delle visite presso le fabbriche in crisi.

Del resto è questa la mutazione genetica del Partito Democratico, che piaccia o meno. L’ha presa con ironia lo stesso Renzi: ”Mi lanciano le uova? Sono pronto a fare le crepes”, ha affermato in una battuta non proprio felice. Meno contenti gli esponenti della minoranza dei democratici: “È questo il nostro pubblico di riferimento? In che mani ci mettiamo?” è il dubbio di Cesare Damiano, sempre più pesce fuor d’acqua. Un quesito a cui sarebbe bello rispondere con un’altra domanda, da rivolgere questa volta al premier: come la prenderebbe quella platea se si proponesse una patrimoniale per finanziare politiche di sviluppo?

Michele Trotta

(photo credit: Repubblica.it)

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