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lunedì , 18 dicembre 2017
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Urss 2.0? Yes, They Can

Dopo quanto successo nelle ultime settimane in Ucraina e in Crimea in modo isterico l’Occidente accusa Mosca di mirare a ricostruire l’Unione Sovietica. Ovviamente lo fanno con intento denigratorio, mentre per molti altri sarebbe una svolta clamorosa, ma quanto c’è di vero?

“Putin rivuole l’Unione Sovietica”
Allen Greenspan 

Allen Greenspan non è un personaggio come gli altri, è l’ex presidente della Federal Reserve, e ha analizzato lucidamente la vicenda ucraina di fronte alle telecamere della CNBC. Secondo Greenspan difficilmente si riuscirà a trovare una soluzione ottimista e positiva sulla risoluzione delle controversie, al punto che secondo lui l’unica carta che la Casa Bianca dovrebbe giocarsi contro Mosca sarebbe quella di distruggere il sistema finanziario russo. Non solo, secondo Greenspan il presidente russo Vladimir Putin avrebbe in mente, nientemeno, di ricreare l’Unione Sovietica. Un piano ambizioso, volto ad annullare gli effetti catastrofici, da tutti i punti di vista tranne che da quello occidentale, dell’89. “Putin probabilmente, quasi certamente, pensa che uno dei più grandi disastri del ventesimo secolo sia stata la fine dell’Unione Sovietica. È ovvio che lui stia cercando di lavorare per rimetterla in piedi e creare un’istituzione che le assomigli. Non c’è niente che possiamo fare per prevenire e contrastare le sue intenzioni, tranne colpire in maniera significativa il loro sistema finanziario, cosa che creerebbe un deterioramento della Nazione”, ha detto Greenspan, mostrando che evidentemente ci deve essere un qualcosa di vero dietro le voci che si rincorrono di un ritorno al passato sovietico al Cremlino. Del resto in molti non hanno potuto fare a meno di vedere garrire al vento le bandiere dell’Unione Sovietica nelle manifestazioni di piazza in Crimea a Sinferopoli e Sebastopoli per festeggiare l’esito del referendum che ha sancito la storica adesione della penisola che venne regalata a Kiev da Krushev a Mosca, un ritorno a casa salutato da tripudio e feste di piazza e che ha visto l’isteria di un Occidente sempre più fazioso che sembra aver interesse a rinfocolare la Guerra Fredda, guardacaso proprio in un periodo di crisi sistemica. Il timore vero di Greenspan e altri analisti come Brezinski insomma è che se Putin voglia ricreare l’Urss intesa non solo come potenza concorrente all’Occidente, ma anche come sistema di valori alternativo a quello occidentale. Del resto Putin non ha mai preso le distanze dal passato sovietico, anzi, tutta la sua azione politica ha segnato una totale inversione di tendenza rispetto a quella di Eiltsin, che oltre ad aver privatizzato tutto il privatizzabile ha anche allineato Mosca ai voleri e agli appetiti dell’espansionismo occidentale americano. E il dubbio che ci sia qualcosa di vero viene ancor più che l’Occidente ha ricominciato a parlare della Russia come del male assoluto, proprio come faceva Reagan nel 1983, quando il Cremlino era diventato nientemeno che “L’Impero del Male“. E quindi? Quanto successo in Ucraina segna inevitabilmente una svolta nel XXI secolo dal momento che quanto successo a Kiev ha segnato, fondamentalmente, la riapertura delle ostilità in un mondo che si vuole riportare a un confronto tra blocchi contrapposti. L’Unione Europea del resto ha appoggiato senza remore le bande neofasciste ucraine invocando il presunto diritto del popolo ucraino a rivendicare la “libertà” contro il tiranno, eludendo il nodo di spiegare in che modo le bande neofasciste dovrebbero assicurare all’Ucraina un futuro migliore. Non solo, la distorsione della realtà ha raggiunto in questa occasione un parossismo tale che non si vuole nemmeno vedere che in Ucraina vivono effettivamente milioni di cittadini russi o russofoni e che la Russia nel corso della Seconda Guerra Mondiale ha subito a causa dell’invasione nazifascista qualcosa come ventisette milioni di morti. E’ anche e soprattutto grazie all’Urss che Hitler venne sconfitto, anche se nelle cancellerie occidentali sembra che siano stati in molti a dimenticarselo. L’antifascismo invece in Russia è ancora un valore, e non è causale che negli ultimi vent’anni di violentissimo maccarthismo a testa bassa scatenato contro le idee di sinistra e comuniste dall’Occidente non solo non è stato recepito in Russia ma è stato persino respinto. A Mosca il Cremlino si è indignato di fronte alle croci celtiche e ai ritratti di Stepan Bandera, il capo dei collaborazionisti ucraini che nella Seconda Guerra Mondiale uccisero decine di migliaia di ebrei e antifascisti. Così’ quelle bandiere russe al vento davanti alle statue di Lenin difese dal popolo, a Dontesk come a Sebastopoli, hanno lanciato un messaggio ben chiaro all’Occidente: non sarà l’opinione pubblica benpensante occidentale a decidere i valori e il futuro del popolo russo, e deciderà il popolo russo che rapporto avere con il proprio passato e con il proprio presente. E se poi a tutto questo si aggiungono tutti i sondaggi realizzati negli ultimi anni che vedono in Russia la crescita della “nostalghia” per il passato sovietico, ecco che il futuro in vista del 2017, anno del centenario della Rivoluzione d’Ottobre, potrebbe portare delle sorprese insperate.

lenins

Photo Credit http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2014/03/crimea-2-640.jpg?adf349

Gracchus Babeuf

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Un commento

  1. divai tovarish!!!

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