Uruguay. La marijuana di "Stato" diventa realtàTribuno del Popolo
lunedì , 23 gennaio 2017
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Uruguay. La marijuana di “Stato” diventa realtà

Uruguay. La marijuana di “Stato” diventa realtà

Con una storica votazione il Senato in Uruguay ha approvato in via definitiva il progetto di legge che affida allo Stato la produzione, la distribuzione e la vendita della marijuana.

L’Uruguay è un piccolo Paese ma il suo presidente, Pepe Mujica, è riuscito comunque a far parlare del suo Paese in tutto il mondo. E’ di oggi infatti la notizia che il Senato uruguayano ha approvato in via definitiva il progetto di legge che prevede sarà lo Stato a produrre, distribuire e vendere la marijuana. L’approvazione del disegno di legge è arrivata però solo dopo una lunga giornata di dibattito. La norma comunque è riuscita a passare grazie ai voti del “Fronte Ampio“, la coalizione di sinistra al governo a Montevideo, il tutto mentre i partiti dell’opposizione hanno cercato in tutti i modi di opporsi alla riforma storica. Alla fine la legge è passata con 16 voti a favore e 13 contrari su un totale di 30 seggi (un senatore era assente). La legge ha previsto anche la creazione di un Istituto di regolamentazione della cannabis, incaricato di concedere le licenze ai privati per la coltivazione della marijuana. I privati singoli potranno coltivare al massimo sei piante a testa, mentre le associazioni dei consumatori potranno avere al massimo 45 soci e 99 piante per associazione, e la marijuana potrà essere venduta attraverso una rete di farmacie autorizzate per un massimo di 40 grammi mensili a persona. Il presidente José Mujica ha ribadito oggi che l’obiettivo della riforma non è “diventare un Paese del fumo libero“, ma piuttosto tentare un “esperimento al di fuori del proibizionismo, che è fallito” per riuscire a “strappare un mercato importante ai trafficanti di droga“. I senatori del Fronte Ampio hanno comunque cercato di spiegare che con questa riforma intendono rappresentare un punto di incontro tra il proibizionismo e la legalizzazione attraverso la regolamentazione e il monitoraggio del ciclo produttivo della marijuana in ognuna delle sue fasi. L’opposizione comunque ha attaccato la misura parlando di una palese violazione dei trattati internazionali in materia di droghe.

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