Usa. A Baltimora è rivolta, ma non per i mediaTribuno del Popolo
venerdì , 15 dicembre 2017
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Usa. A Baltimora è rivolta, ma non per i media

#DoubleStandard, ancora una volta. A Baltimora la popolazione è in rivolta da giorni e in Maryland è stato imposto lo Stato d’emergenza con tanto di mobilitazione della Guardia Nazionale e oltre 15 agenti di polizia in ospedale a causa degli scontri provocati dall’ennesima morte di un afroamericano per mano degli agenti. I media però trattano la questione solo come vicenda di ordine pubblico, mentre utilizzano il termine “Rivoluzione” solo per quei paesi “non allineati” alla Nato.

Provate a immaginare in che modo la stampa europea e occidentale in generale avrebbe diffuso la notizia di quanto sta accadendo in queste ore a Baltimora, Usa, se fosse accaduto in Venezuela, Cuba o Iran. Quasi certamente i giornali avrebbero aperto con le foto dei blindati della polizia in fiamme in prima pagina, magari utilizzando titoli shock come “Rivoluzione”, oppure “Popolo in rivolta contro l’oppressione”. E’ quanto è successo quando a Caracas la destra non ha accettato la vittoria democratica di Maduro andando a fare le barricate in piazza, oppure a Kiev quando nei giorni del “Maidan” i giornali esaltavano la rivolta del popolo ucraino contro l’oppressore corrotto di turno.  Nessuno aveva criticato gli ucraini o i venezuelani perchè sparavano e lanciavano pietre contro le forze dell’ordine, perchè appunto “simpatizzava” per loro, e la loro nella narrazione del mainstream doveva essere percepita per l’appunto come una rivoluzione. Ora che le rivolte infiammano gli Usa però, i giornali trattano gli scontri feroci in atto semplicemente come problema di ordine pubblico, come se si trattasse semplicemente di scontri provocati da teppisti isolati e non di un problema che ormai sta diventando una vera e propria rivolta della comunità afroamericana contro un governo incapace di realizzare parità di diritti e di opporsi alle disuguaglianze. Così non basta che in Maryland sia stato imposto lo Stato d’emergenza, nè che a Baltimora sia stato imposto il coprifuoco, nè che almeno quindici poliziotti siano stati ricoverati in ospedale a causa degli scontri con manifestanti sempre più esasperati. Niente, per i media si tratta solo di episodi dal momento che il sistema americano è “il migliore dei mondi possibili”.  E il fatto che Obama condanni la rivolta dicendo che non esiste nessuna scusa per le violenze fa capire come il #DoubleStandard sia diventato ormai un paradigma anche per quanto riguarda la politica interna. Insomma la Casa Bianca denuncia e accusa di dittatura i paesi che usano la polizia per reprimere le proteste di piazza, ma quando le proteste si svolgono nelle sue strade, ecco che non vanno più bene e diventa violenza comune, criminalità, ordine pubblico. E il fatto che i manifestanti di Baltimora lamentino un trattamento criminale e razzista da parte della polizia diventa quasi un problema secondario, questo ovviamente perchè quello del razzismo è un problema di vecchia data della democrazia americana, un problema irrisolto che pesa come un macigno e, prima o dopo, obbligherà gli Stati Uniti a fare i conti con se stessa.

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