Usa a metà tra imperialismo e isolazionismoTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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Usa a metà tra imperialismo e isolazionismo

C’è stato un tempo in cui gli Stati Uniti non volevano interessarsi di quello che accadeva in giro per il mondo. Poi sono arrivati i tempi dell’imperialismo e del dominio americano, ma oggi qualcosa sembra cambiare…

Barack Obama ha mostrato i muscoli relativamente alla questione siriana, e sicuramente non lo ha fatto per caso. Impossibile non collegare la vicenda Siria alla rinnovata conflittualità con Mosca, da Snowden fino allo scudo missilistico, passando per la farsa dei diritti civili. Farsa perchè siamo alle solite, gli Stati Uniti sono l’ultimo paese a poter rimproverarne un altro per il mancato rispetto dei diritti umani dal momento che l’amministrazione Usa ha spiato milioni di cittadini in tutto il mondo e fa affari con paesi come l’Arabia Saudita che i diritti umani non sanno nemmeno che cosa siano. Ci ha provato Obama con la politica delle cannoniere, una politica che in passato ha sempre pagato anche perchè quello che gli Usa non ottenevano con le minacce riuscivano comunque a ottenerlo con le bombe. Ora però quest’era sembra arrivata al capolinea, mai Russia, Iran e Cina, e in senso esteso i Brics, erano passati alle vie di fatto, mobilitando armi e mezzi per contrapporsi allo strapotere americano, e mai negli ultimi quarant’anni si era andati così vicini all’esplosione di un vero e proprio conflitto globale generalizzato. Tutto positivo allora? Assolutamente no. Il fatto che gli Stati Uniti abbiano perso il predominio incontrastato del mondo non è affatto una bella notizia dal momento che ciò spingerà gli americani ad armarsi ulteriormente quando non a prendere in considerazione attacchi preventivi per tutelare il proprio predominio mondiale. Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti e Israele rappresentano il “vecchio mondo” quello costruito sulle fortune del colonialismo prima, e del neocolonialismo poi. Peccato che il turbocapitalismo abbia prodotto fratture profonde all’interno di questi paesi, e l’altro blocco, quello dei Brics, per intendersi, ha smesso di subire passivamente l’iniziativa altrui. Questo implica un bivio per il mondo: Se gli Stati Uniti, che sono ancora (per poco) la prima potenza mondiale dal punto di vista economico e militare, decideranno di rilanciare, ecco che lo spettro della Terza Guerra Mondiale sarà alle porte. Se, viceversa, gli Usa si ritireranno nell’isolazionismo, ecco che gli equilibri mondiali potrebbero cambiare radicalmente, e nulla potrebbe essere come prima. Una cosa è certa però: la figuraccia dell’amministrazione Obama nella gestione della questione siriana, con lo scandalo degli Stati Uniti che vogliono intervenire a favore dei miliziani jihadisti, ha sporcato in modo indelebile l’immagine della Casa Bianca, già peraltro ampiamente compromessa. Sarà impossibile spiegare al mondo perchè gli Stati Uniti hanno appoggiato estremisti islamici in Libia e Siria dopo aver fatto credere a tutti che, dopo l’11 settembre e le prove false contro l’Iraq, erano il pericolo numero uno.

DC.

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