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venerdì , 26 maggio 2017
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Usa ammettono pressioni su paesi che non si allineano alle sanzioni contro la Russia

Victoria Nuland, Assistente Segretario di Stato per gli Affari Europei,  ha ammesso al Senato americano che il governo Usa starebbe applicando pressioni sui paesi europei che si oppongono alle sanzioni alla Russia. 

Si è ufficiale avete letto bene: gli Usa applicano pressioni su tutti quei governi che osano fare di testa propria e non allinearsi alle sanzioni imposte contro la Russia. Ad ammetterlo Victoria Nuland, Assistente Segretario di Stato per gli Affari Europei degli Stati Uniti, che lo ha ammesso candidamente al Senato. L’allusione è a paesi come Cipro, Grecia e Ungheria i cui leaders si oppongono almeno apparentemente alle sanzioni antirusse. “Farò un altro viaggio in alcuni di questi paesi nei prossimi giorni e nelle prossime settimane“, ha detto la Nuland, notando che comunque nonostante alcune preoccupazioni esposte pubblicamente finora questi paesi si sono comunque allineati alle sanzioni. Non solo, la Nuland ha anche ammesso come le discussioni tra Europa e Usa siano continuate circa la possibilità di fare nuove pressioni a Mosca se la Russia continuerà a “gettare benzina sul fuoco” nel Donbass. Ovviamente una visione del tutto parziale dato che parte dal presupposto falso che gli Usa non abbiano ingerito negli affari interni dell’Ucraina. A oggi la Russia ha sempre negato di aver mandato armi e soldati in Ucraina, e a oggi, a parte accuse continue del governo di Kiev e di Washington, non sono state prodotte prove di questo aiuto. Al contrario l’Occidente fin dall’inizio del Maidan ha apertamente sostenuto il golpe contro Yanukovich. Alcuni paesi europei però ora cominciano a rendersi conto della stupidità e della miopia delle sanzioni alla Russia e hanno deciso di opporsi a ulteriori sanzioni, stiamo parlando appunto di Grecia, Cipro e Ungheria, mentre anche la Spagna ha recentemente tirato il freno a riguardo. Evidentemente negli Stati Uniti non pensano che si debba disturbare il manovratore e ammettono candidamente di essere disposti a fare pressioni su chi non si allineerà.

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