Usa. Casa Bianca cambia idea sull'accordo nucleare con l'Iran?Tribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
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Usa. Casa Bianca cambia idea sull’accordo nucleare con l’Iran?

Usa. Casa Bianca cambia idea sull’accordo nucleare con l’Iran?

Il segretario di Stato John Kerry ha affermato oggi di non essere più certo dell’accordo con l’Iran sul nucleare. Teheran non sarebbe d’accordo a inviare in Russia il suo combustibile nucleare, ovvero l’uranio arricchito, e questa posizione rischia di alimentare i dubbi di quelli che erano già contrari all’accordo. 

L’accordo sul nucleare iraniano rappresenta uno dei nodi principali della geopolitica internazionale ed è chiaro che da esso dipenderà, inevitabilmente, anche il futuro assetto dell’intero Medio Oriente. Come si sa infatti in Israele ha appena vinto le elezioni “Bibi” Netanyahu, uno di quelli che proprio non vede di buon occhio il progetto nucleare della Repubblica Islamica, questo nonostante Tel Aviv sia dotata di un armamento nucleare e nonostante Teheran da anni affermi di non voler costruire delle armi atomiche bensì perseguire un progetto per energia nucleare a usi civili. Dopo una stagione di sabotaggi e confronti frontali la situazione sembrava diventata finalmente fluida e in molti erano ormai ottimisti che si sarebbe trovato una sorta di accordo tra l’Iran e la comunità internazionale, con l’amministrazione Obama che ha investito molto proprio nella mediazione e nell’accordo con Teheran. Secondo il New York Times però ora le cose potrebbero cambiare e l’accordo internazionale sul nucleare iraniano sarebbe a rischio. Questo perchè alla vigilia della scadenza del termine fissato per l’accordo alcuni funzionari iraniani avrebbero rimesso in discussione uno dei punti compresi nell’intesa, ovvero la disponibilità da parte iraniana di trasferire a Mosca il proprio combustibile nucleare affinchè venga monitorato. Questo era uno dei punti più importanti dell’accordo per l’Occidente dal momento il monitoraggio del carburante nucleare rappresentava la garanzia che il programma nucleare iraniano non fosse orientato alla costruzione di armi atomiche, cosa peraltro sempre smentita dalle autorità iraniane.

Abbas Araghchi, capo negoziatore iraniano, avrebbe dichiarato che l’esportazione di uranio arricchito non sarebbe nel programma di Teheran e che quindi non ci sarebbe la volontà di inviarlo all’estero. Chiaramente tutto questo verrò probabilmente utilizzato dai detrattori dell’accordo per tornare alla carica, e questo sia negli Stati Uniti e in Israele sia nei paesi arabi come l’Arabia Saudita, che peraltro proprio in chiave anti-Iran hanno appena lanciato un attacco militare contro i ribelli sciiti Houthi in Yemen. E infatti probabilmente peserà anche la situazione geopolitica difficile del Medio Oriente nell’approccio che verrà tenuto nei confronti del programma nucleare di Teheran dal momento che in tutto il Medio Oriente si fa strada sempre più un vero e proprio confronto guerreggiato tra sciiti e sunniti. Esiste poi anche la possibilità che alla fine l’Iran convinca la comunità internazionale e possa tenere il carburante nucleare permettendone delle ispezioni, ancor più che fino a oggi Teheran ha sempre rispettato tutti i processi di ispezioni per le scorte del suo carburante, come riferito dall’Aiea. John Kerry, segretario di Stato americano, ha confermato a questo riguardo che un accordo sul nucleare con Teheran non sarebbe più certo, e lo ha detto nella cornice di Losanna, dove sono cominciati i colloqui del 5+1 con le autorità iraniane circa il programma nucleare. Alle trattative del 5+1 partecipano anche Russia, Gran Bretagna, Francia, Germania e Cina. La sensazione è che le autorità iraniane vogliano giocarsi le loro carte domandando che vengano abolite le sanzioni e le risoluzioni delle Nazioni Unite che stabiliscono restrizioni nei confronti di Teheran. A questo punto è dunque impossibile fare previsioni di alcun genere e non resterà che continuare a monitorare le trattative con la consapevolezza che se non dovesse essere trovato l’accordo difficilmente si potrà percorrere la strada della pace con Teheran, ancor più che paesi come Israele da anni insistono proprio su questo punto.

Gb

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