Usa. Chiesto l'ergastolo per Manning: "Wikileaks aiutò Al Qaeda"Tribuno del Popolo
venerdì , 28 luglio 2017
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Usa. Chiesto l’ergastolo per Manning: “Wikileaks aiutò Al Qaeda”

Comincia oggi il processo a Bradley Manning, il soldato che ha passato documenti riservati a Julian Assange, il fondatore di Wikileaks. L’accusa nel processo militare ha chiesto per lui l’ergastolo.

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Vorremmo cominciare questo articolo in modo un pò diverso dal normale. Questa è la storia di Bradley Manning, il soldato 25enne che ha consegnato migliaia di documenti sensibili al sito Wikileaks di Julian Assange. Lo ha fatto per soldi o per la fama? Assolutamente no, lo ha fatto perchè lo riteneva la cosa giusta, lo ha fatto perchè desiderava che il mondo sapesse quello che succedeva. Gli Stati Uniti si trovano quindi di fronte a un dilemma, considerare Manning alla stregua di un traditore, accontentando così coloro che vorrebbero la linea dura (l’accusa ha chiesto per lui l’ergastolo), oppure cedere alla richiesta di libertà accettando che Manning abbia agito in buona fede. Inutile dirlo che tutti sanno che la Casa Bianca opterà per la prima soluzione, una punizione esemplare in modo da dissuadere ogni possibile emulatore. “Ha consegnato consapevolmente informazioni segrete al nemico. Sapeva che il nemico avrebbe tratto benefici da queste informazioni”, queste le parole dell’accusa nel processo di Manning, su cui pendono ben 22 capi d’accusa e che rischia seriamente 154 anni di carcere.  David Coombs, legale di Manning, ha sostenuto che “lui credeva di fare il bene del mondo rivelando il contenuto dei documenti“. Poi ha continuato dichiarando che il 25enne voleva solo passare le carte al sito di Assange e non aiutare il nemico o danneggiare gli Stati Uniti. Manning, arrestato 3 anni fa in Iraq e detenuto da 1.100 giorni, si è detto pronto ad ammettere la sua colpevolezza per 10 dei 22 capi di accusa, sostenendo tuttavia di non aver mai aiutato il nemico con le informazioni rivelate sulla guerra in Iraq e in Afghanistan.  Manning è un eroe dei nostri tempi, è un giovane, un ragazzo, che ha sacrificato la sua giovinezza per lanciare un urlo disperato, per risvegliare la coscienza intorpidita di un mondo che lascia che siano i media a dirci quello che succede nel mondo. Per questo come Tribuno del Popolo noi vogliamo dare la nostra vicinanza a Bradley Manning. Ci vorrebbero altri eroi come lui.

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