Usa. Clinton, Bush e la "dinastia democratica"Tribuno del Popolo
lunedì , 23 gennaio 2017
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Usa. Clinton, Bush e la “dinastia democratica”

Usa. Clinton, Bush e la “dinastia democratica”

Nelle presidenziali del 2016 clamorosamente i due candidati alla presidenza potrebbero essere Hillary Clinton per i democratici e John Ellis Bush, fratello minore di Geaorge W. Bush. Più che una “democrazia” il sistema americano somiglia sempre di più a una dinastia oligarchica. 

Il tema della “democrazia” negli Stati Uniti è già stato ampiamente trattato anche da noi partendo da una riflessione suggeritaci da Luciano Canfora (leggi qui). Inutile ripetere qui quegli stessi concetti, per cui rimandiamo al nostro articolo, più utile aggiungere alla discussione la notizia che alle prossime presidenziali del 2016 ci si potrebbe trovare di fronte a uno scontro tra repubblicani e democratici che vedrebbe Hillary Clinton da una parte e il fratelli minore di George W.Bush per i repubblicani. I cognomi citati non hanno nemmeno bisogno di presentazioni e ci indicano che negli Stati Uniti si va sempre di più verso una Oligarchia che si sostituisce alla democrazia anche da un punto di vista fattuale. Bush e Clinton infatti sono  due simboli per certi versi dinastici, e gli americani avevano già dimostrato di avere un debole per le dinastie con l’elezione dei vari Kennedy e poi di George W.Bush. E questa è solo la punta dell’iceberg dal momento che le dinastie in America riguardano da vicino anche le cariche pubbliche, basti pensare che al voto del 4 novembre hanno partecipato vari figli di deputati come Mark Begich in Alask (figlio del deputato Nick Begich), oppure Mary Landrieu in Louisiana (figlia di Moon, ex sindaco di New Orleans), oppure ancora Mark Pryor in Arkansas (figlio del senatore David Pryor). Dunque il clientelismo e la “dinastizzazione” non sono un retaggio solo delle “corrotte” repubbliche europee. Negli Stati Uniti anzi è diventata quasi prassi, basti pensare alla Georgia, stato dove si è candidata a governatore Jason Carter, nipote del celebre presidente democratico Jimmy Carter, a sua volta presidente della Georgia prima di sedersi alla Casa Bianca. Insomma il dato di fatto è che negli ultimi ventisei anni per venti lunghi anni la Casa Bianca è stata occupata da un Bush o da un Clinton con la significativa interruzione di Obama che potrebbe però essere solo una parentesi se un Bush o la Clinton verranno eletti nel 2016. Certo, in Italia non siamo messi meglio, eppure come mai prendere a modello un sistema come quello degli Stati Uniti che ci sembra essere molto ma molto lontano dal concetto di democrazia? Negli Stati Uniti infatti si può votare solo se opportunamente registrati con un ampio margine di tempo, e per farlo bisogna affiliarsi direttamente nei vari Stati a liste che prevedono la propria identificazione in repubblicani o democratici. Quello che molti non sanno è che le regole di registrazione non sono uniformi e cambiano di Stato in Stato, di conseguenza in alcuni stati le commissioni non concedono il diritto di voto a persone con precedenti penali, solo per fare un esempio. Inoltre senza un domicilio da registrare non si può ottenere il diritto di voto, quindi milioni di americani senza casa sono anche esclusi giocoforza dalla vita politica. Eppure Renzi e altri politici sognanti di casa nostra sembrano guardare proprio agli Stati Uniti come modello da imitare..

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