USA: combattenti “moderati” dalla Turchia contro l’IS. O contro l’esercito siriano?Tribuno del Popolo
venerdì , 21 luglio 2017
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USA: combattenti “moderati” dalla Turchia contro l’IS. O contro l’esercito siriano?

Mentre ad Aleppo si fronteggiano l’esercito siriano e le formazioni islamiche radicali, in una battaglia vitale non solo per il controllo della città ma anche per le sorti del conflitto siriano, nei giorni scorsi il primo ministro turco Ahmet Davutoglu si è espresso in merito ad un intervento del suo paese proprio in Siria, affermando che “La Turchia non farà passi che metteranno a rischio la sicurezza del Paese né permetterà la formazione di strutture che minacciano i nostri confini”.

“Abbiamo preso tutte le misure necessarie per intervenire in Siria” ha continuato il premier “ma non è giusto creare delle aspettative su un possibile nostro intervento unilaterale”, concludendo che “nessuno deve aspettarsi un nostro ingresso in Siria domani o nel breve periodo, ma non esiteremo a farlo anche domani qualora la sicurezza del nostro Paese dovesse essere messa a repentaglio”. Sicurezza che nell’ottica turca verrebbe messa a repentaglio se i curdi avanzassero nel cantone di Efrin, unificando in questo modo il Rojava.

E in tutti questi avvenimenti, oltre ad Israele, ne trae vantaggio il cosiddetto Stato Islamico (grazie anche all’aiuto dei media allineati al regime imperial-capitalista) e tutti i suoi gruppuscoli che sono liberi di portare il terrore in Iraq e in Siria, e ormai non solo visto l’ultimo attacco in Tunisia da parte di un “pazzo solitario”.

In breve pare che gli estremisti stiano godendo di questa situazione, insieme all’ormai islamofascista Turchia, la quale però per i media e i policymakers occidentali, in quell’area, è “moderata”. Quindi contro gli estremisti bisogna aiutare e favorire i gruppi “moderati”, che di questo termine a nostro parere hanno tutto e niente. Ed ecco perciò che l’esercito USA, che finora ha lasciato fare ai tagliagole barbari dell’IS il bello e il cattivo tempo, si sta preparando ad inviare la prima parte di quei combattenti addestrati in Turchia proprio in Siria, proprio contro l’IS. Su informazioni di un think tank governativo USA, è stato terminato il programma di addestramento dei cosiddetti “militanti moderati” in Turchia, i quali a quanto riferito al Washington Post sarebbero un centinaio.

Dopo aver scoperto documenti segreti sulle facilitazioni alla creazioni dell’IS e aver da tempo documentato incontri tra politici americani (McCain) e capi del nuovo gruppo islamico, queste politiche e interventi hanno credibilità zero e puzzano di malafede. Sappiamo tutti chi ha appoggiato i “ribelli” siriani, che poi si sono rivelati per quello che erano: gruppi religiosi e oscurantisti che hanno trascinato un intero paese e un intero popolo nel baratro. Sappiamo che l’obiettivo era ed è eliminare Assad.

Infine ecco il gioco di prestigio: lo stesso think tank governativo rivela che questi “moderati” addestrati dall’esercito statunitense per fronteggiare l’ISIS una volta sul campo potranno allearsi con gli stessi barbari che sono andati a combattere, in nome di un nemico comune. Comune agli USA, all’ISIS e ai “moderati”. L’esercito siriano e il presidente Assad.

 Zabri

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