Usa. Congresso vota invio di "armi letali" a KievTribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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Usa. Congresso vota invio di “armi letali” a Kiev

Il Congresso americano soffia sulle braci della guerra in Ucraina. Con 348 voti favorevoli e 48 contrari la Camera dei rappresentanti americana ha approvato la risoluzione per inviare armi americane a Kiev. Si tratta dell’ennesimo passo verso una escalation militare nel cuore dell’Europa, e la mossa non passerà inosservata a Mosca. 

Difficile sostenere che quanto successo nel Congresso americano passerà senza conseguenze. Da tempo infatti la situazione in Ucraina rappresenta una sorta di “bubbone” pronto a esplodere con conseguenze potenzialmente destabilizzanti e devastanti per la pace in Europa e nel mondo. A Kiev infatti il governo, o forse è meglio dire la giunta, che ha preso il potere con la forza a seguito del Maidan, vincendo poi elezioni nel bel mezzo della guerra civile, ha tutta l’intenzione di continuare le ostilità contro il Donbass insorto contro l’indirizzo nazionalista impresso dalle nuove autorità. Ora gli Stati Uniti hanno deciso di rinfocolare la crisi, attualmente congelata dopo l’armistizio di Minsk II, approvando l’invio di armi americane a Kiev, non certo una mossa distensiva nei confronti del Donbass e della Russia. Il Congresso Usa con una vasta maggioranza ha approvato la risoluzione per inviare armi letali all’Ucraina per “proteggere la propria sovranità” e combattere i filorussi delle autoproclamate Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk. Alla fine la risoluzione è passata con 348 voti favorevoli e solo 48 contrari anche se non avrà valore vincolante per il presidente Obama, che sarà dunque libero di decidere. La sensazione però è che Obama alla fine cederà e invierà armi letali a Kiev, e questo avrà conseguenze pesantissime nei confronti di Mosca, accusata di inviare armi ai separatisti filorussi senza che però siano state fornite prove in grado di supportare le accuse oltre ogni evidenza. Insomma aiuti economici e militari su larga scala che coinvolgono anche i soldati della Guardia Nazionale, ovvero i neonazisti inquadrati in forze regolari responsabili di gravi violazioni dei diritti umani nel Donbass. Lo conferma anche “Il Giornale” che parla di come 300 paracadutisti americani cominceranno a formare la Guardia Nazionale nella città di Yavoriv. Nel frattempo Washington ha già concesso aiuti economici e militari “non letali” a Kiev, e tutto lascia pensare che i “falchi” americani non abbiano alcuna intenzione di trovare una soluzione diplomatica alla crisi in Ucraina. Ora la palla passa alla Casa Bianca ma la sensazione è che le pressioni per la guerra aumentino sempre più in parallelo alla russofobia che viene fomentata con tutti i mezzi soprattutto in Europa Orientale. La sensazione è che in troppi non riescano a rendersi conto di quanto grave potrebbe essere accelerare sulla soluzione militare, ancor più che Mosca a questo punto non potrebbe rimanere a guardare mentre Kiev lancerà nuovi attacchi ai suoi confini a danno della popolazione russofila e russofona, letteralmente abbandonata dalla comunità internazionale.

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