Usa. Dopo l'ennesimo afroamericano ucciso esplodono le protesteTribuno del Popolo
giovedì , 30 marzo 2017
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Usa. Dopo l’ennesimo afroamericano ucciso esplodono le proteste

Dopo i casi di Ferguson con la mancata incriminazione dell’agente che uccise Michael Brown, a New York e Phoenixnelle scorse ore sono stati uccisi altri afroamericani disarmati scatenando la rabbia e le proteste della comunità nera che è scesa in piazza un pò in tutti gli Stati Uniti, da Chicago fino a Boston e Seattle.La polizia però ha scelto la repressione e ha già arrestato 50 persone. 

Photo Credit December 4, 2014. (Reuters / Elizabeth Shafiroff)

Sarà difficile questa volta fermare la protesta che sta divampando negli Stati Uniti coinvolgendo la comunità nera dopo l’ennesimo caso di violenze da parte della polizia nei confronti della comunità afroamericana. Dopo il caso di Ferguson, dove il 18enne Michael Brown venne ucciso dall’agente di polizia Darren Wilson pur essendo disarmato, le proteste erano divampate in tutta l’America a seguito della mancata incriminazione di Wilson. Proprio quando la situazione stava lentamente tornando a una parvenza di normalità, ecco che un agente di polizia, Daniel Pantaleo, ha ucciso per soffocamento un altro ragazzo afroamericano, Eric Garner, a New York. Chiaramente la notizia della morte di un altro afroamericano disarmato per mano della polizia ha scatenato una rabbia irrefrenabile nella comunità nera e non solo. Manifestanti sono scesi subito in strada causando la chiusura del ponte di Brooklyn, ma anche dell’Holland Tunnel e della West Side Highway di Manhattan, paralizzando letteralmente il traffico automobilistico.A quel punto la polizia è intervenuta arrestando almeno una cinquantina di persone, e la sensazione è che altri ne verranno realizzati nelle prossime ore. La rabbia della gente ha coinvolto anche altre città come Boston, Baltimora, Chicago e Orlando, mentre a Seattle si sono verificati momenti di tensione tra manifestanti e polizia.  Vicino al Barclays Center, a New York, il corteo guidato da Costance Malcom, madre del 18enne Ramarley Graham ucciso nel 2012 da un poliziotto mentre era in casa disarmato ha allineato delle finte bare con i nomi delle vittime della polizia. Ma la sensazione è che le autorità non siano più in grado di controllare la situazione con sempre più americani che sembrano aver perso ormai la fiducia nella giustizia. Il sindaco di New York, Bill De Blasio, con una mossa a sorpresa ha deciso di schierarsi dalla parte dei manifestanti: “Tutto ciò sta accadendo perché è ciò che la gente vuole. Continuate a chiedere“. Ma come se non bastasse proprio mentre i manifestanti protestavano ancora per l’assassinio di New York, ecco giungere la notizia di un altro afroamericano ucciso dalla polizia, questa volta in quel di Phoenix in Arizona. Difficile mantenere la calma in un Paese dove essere dei giovani afroamericani poveri rischia di essere un rischio per la propria stessa vita. Anche nel caso di Phoenix l’uomo ucciso era disarmato e quella che sembrava una pistola nascosta in tasca si è rivelata essere una semplice scatola di pillole, aumentando ancor di più la rabbia popolare. Insomma gli Stati Uniti, la migliore democrazia del mondo secondo alcuni, ancora non sembra aver superato il problema degli afroamericani che evidentemente si sentono discriminati in diversi modi e sembrano essere semplicemente stanchi.La sensazione è che le proteste potrebbero anche alimentarsi ulteriormente nutrendosi della sfiducia crescente di una porzione consistente della popolazione americana che ormai non nutre più fiducia nella giustizia delle istituzioni.

gB

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