Usa e Al Qaeda. Patto di ferro contro AssadTribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
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Usa e Al Qaeda. Patto di ferro contro Assad

Usa e Al Qaeda. Patto di ferro contro Assad

Difficile da credere ma i talebani afghani si sono uniti agli americani nell’esecrare il governo di Bashar Al-Assad per il presunto uso di armi chimiche. Ennesima prova di una consonanza di vedute perlomeno grottesca. 

Ricordate le dichiarazioni americane del post-11 settembre? Erano dichiarazioni al vetriolo che preparavano l’invasione delle truppe della Nato dell’Afghanistan, che era nelle mani dei talebani afghani, presentateci dalla stampa alla stregua del male assoluto. Impossibile anche solo immaginare un nemico più feroce dei talebani, al punto che in tutto il mondo “talebano” è diventata una parola nota e chiara scelta per identificare i nemici più accaniti degli Stati Uniti e dell’Occidente. Oggi invece i ruoli con la cosiddetta Primavera Araba sembrano quasi essersi invertici. Il “nemico” per antonomasia oggi si chiama Bashar al-Assad, e i talebani ora si sono persino schierati sulle stesse posizioni degli americani chiedendo un immediato intervento della comunità internazionale per fermare con qualsiasi mezzo “questi efferati crimini contro l’umanità“. Può far sorridere ma sono stati proprio i talebani a usare queste parole, gli stessi talebani che in Afghanistan combattono contro la Nato, gli stessi talebani che sono responsabili di decapitazioni, attacchi kamikaze e tutto un altro corollario di reati certi che evidentemente però vengono ritenuti normalità. Sul loro sito internet i talebani hanno pubblicato un comunicato che sembra essere uscito dalla Casa Bianca, e forse, diranno i malevoli, la verità non è così distante. Tutti sanno che da due anni l’oppresso popolo siriano brucia in un violento fuoco  più di centomila uomini, donne e bambini sono morti, milioni sono diventati profughi mentre case e villaggi venivano bruciati. Ma non è finita qui, perché ora contro di loro vengono anche usate armi chimiche”, recitava il comunicato, “Il 21 agosto nell’area di Ghautha vicino alla capitale Damasco il regime siriano a brutalmente usato gas chimici contenuti in bombe che secondo fonti locali hanno causato la morte di 1300 civili innocenti, soprattutto donne e bambini, divenuti martiri di un crimine efferato”. E poi ancora: “L’Emirato islamico condanna nella maniera più ferma questa azione inumana e si appella alla comunità internazionale e specialmente al mondo islamico per porre immediatamente fine a questi crimini contro l’umanità e per intraprendere ogni misura necessaria per aiutare l’oppresso popolo siriano in modo da evitare il ripetersi di simili crimini in futuro”. Ma come, i talebani che invocano la reazione della comunità internazionale? E soprattutto, i talebani che lamentano crimini contro l’umanità? Ma non si trattava di terroristi senza scrupoli e pronti a tutto? Insomma, questo comunicato conferma la paradossale e sospetta alleanza tra Occidente e Jihad qaedista, una alleanza che si sta cementando direttamente nel campo di battaglia dove l’Occidente da anni dà assistenza militare e logistica proprio ai combattenti jihadisti presenti in Siria. L’ossatura dei ribelli siriani infatti è composta per la maggioranza da milizie di fanatici mujahedin sauditi, libici, iracheni, sudanesi, ceceni, balcanici, pachistani e ovviamente anche afghani, accorsi a combattere la guerra santa (contro altri arabi e non contro l’Occidente) con armi e denaro degli Stati Uniti e dei loro alleati.

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