Usa e Israele unici al mondo nel supportare l'embargo a CubaTribuno del Popolo
martedì , 25 luglio 2017
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Usa e Israele unici al mondo nel supportare l’embargo a Cuba

Clamorosamente ben 188 paesi hanno votato alle Nazioni Unite per interrompere il vergognoso embargo che da 53 anni colpisce Cuba. Solo Stati Uniti e Israele continuano ostinatamente a votare a favore di un embargo ormai misterioso e antistorico.

Un conto sono le parole, un altro conto è la realtà. A parole si può sostenere che l’embargo sia una “scusa” per giustificare le mancanze del socialismo cubano, nella realtà l’embargo significa per Cuba un danno economico rilevante e quantificabile che nessuno risarcirà mai alle casse del governo cubano. Non solo, significa anche un enorme danno all’economia cubana che va avanti ormai da 53 anni e continua anche dopo la caduta del socialismo reale dell’Unione Sovietica. Il mondo però ha deciso di abbandonare gli Stati Uniti alle proprie responsabilità, ora la Casa Bianca è da sola assieme ad Israele a difendere un embargo criminale e antistorico. Nelle scorse ore infatti alle Nazioni Unite si è votato sull’embargo a Cuba e ben 188 paesi hanno tutti votato contro l’embargo che strangola l’isola caraibica, lasciando Washington e Tel Aviv completamente isolate e sancendo l’embargo come una flagrante violazione dei diritti umani. Persino Palau, l’isola che l’anno scorso si era schierata beceramente alle spalle di Washington nel votare favorevolmente all’embargo, questa volta ha preferito astenersi assieme alla Micronesia e alle Isole Marshall.

Il ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodriguez Parrilla, ha fatto sapere il disappunto cubano all’amministrazione americana, sostenendo che il costo umano dell’embargo è purtroppo “incalcolabile”. Proprio Obama nei mesi scorsi aveva promesso di migliorare i rapporti tra Cuba e Stati Uniti, ma le promesse del presidente americano sono diventate lettera morta, anzi, le sanzioni si sono persino inasprite sotto Obama. “La nostra piccola isola non pone alcuna minaccia alla sicurezza nazionale della superpotenza“, ha detto Rodriguez, “I danni umani causati dal blocco commerciale, economico e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba sono incalcolabili“. Il ministro ha anche detto che le sanzioni sono state classificate come “genocidio” dalla Convenzione di Ginevra del 1948, e che il costo totale per l’economia cubana rasenta i 1.100 miliardi di dollari. Molte altre nazioni hanno parlato contro l’embargo americano nel corso del voto alle Nazioni Unite. Il deputato cinese e ambasciatore alle Nazioni Unite, Wang Min, ha detto che gli Stati Uniti dovrebbero cambiare la loro politica nei confronti di Cuba.

Sempre più isolati, gli americani continuano a parlare invece di rispetto dei diritti umani per giustificare l’orrendo embargo ai danni di L’Avana. Il diplomatico americano Ronald Godard, senza portare alcuna prova, ha accusato Cuba di utilizzare la scusa dell’embargo come capro espiatorio per i problemi interni cubani, anche se la sua è appara solo come una becera provocazione. Gli Stati Uniti hanno imposto l’embargo all’isola nel 11959, quando Fidel Castro prese il potere nazionalizzando tutte le proprietà americane nell’isola. Insomma il mondo sembra essere stanco di questo sopruso, ma Washington e Tel Aviv evidentemente intendono andare avanti comunque lungo la loro strada.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/stml/2390711846/”>STML</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/”>cc</a>

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