Usa e Nato mostrano i muscoli in LettoniaTribuno del Popolo
martedì , 24 gennaio 2017
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Usa e Nato mostrano i muscoli in Lettonia

Usa e Nato mostrano i muscoli in Lettonia

Venti di guerra in Europa Orientale dopo che gli Stati Uniti hanno inviato diversi equipaggiamenti militari in Lettonia. Si tratta di carri armati Abrams che dovrebbero prendere parte a un programma di esercitazioni Nato nei paesi baltici, un chiaro messaggio alla Russia, accusata di misteriose mire espansionistiche a Ovest.

I rapporti tra Nato e Russia sembrano essere sempre più tesi dopo che gli Stati Uniti hanno inviato al porto di Riga, in Lettonia diversi equipaggiamenti militari tra cui numerosi carri armati Abrams e Bradley. Si tratterebbe di una esercitazione Nato militare congiunta con tutti i paesi baltici e quindi con le forze armate di Estonia, Lituania e Lettonia. Si tratta della cosiddetta operazione Atlantic Resolve, una operazione con la quale gli Usa si sono impegnati a sostenere gli alleati della Nato e a garantire la sicurezza delle regioni baltiche. In questo senso il generale O’Connor è stato molto chiaro (Fonte Rainews): “Vogliamo dimostrare alla Russia e a Putin  che siamo uniti nello sforzo di superare questo tipo di aggressione”. Ma la domanda è molto semplice, di che tipo di aggressione si sta parlando dal momento che la Russia non ha mai detto nemmeno lontanamente di voler invadere i paesi baltici? Semmai si potrebbe dire che con la Nato giunta fino ai confini della Russia a Mosca si potrebbe temere una aggressione da parte della Nato, e invece alla Casa Bianca continuano a rigirare la frittata accusando Mosca di espansionismo ad esempio in Ucraina, dove però l’Occidente ha ingerito pesantemente appoggiando e approvando il golpe del Maidan. Del resto sono ormai diversi mesi che la Nato sembra aver alzato il livello dello scontro cercando in tutti i modi di creare una situazione adatta ad una escalation militare. Come se non bastasse nei paesi baltici e in quelli dell’Europa Orientale da diverso tempo vengono fomentati gruppi nazionalisti e apertamente russofobi che continuano a lavorare nell’ottica di una aperta ostilità nei confronti di Mosca. Al contrario la Nato e l’Occidente sembrano piuttosto indulgente nei confronti del ritorno dell’estrema destra in tali regioni.

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