Usa e Russia preparano bozza congiunta all'Onu per fermare finanziamenti all'IsisTribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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Usa e Russia preparano bozza congiunta all’Onu per fermare finanziamenti all’Isis

Usa e Russia starebbero negoziando una nuova risoluzione da presentare al Consiglio di sicurezza dell’Onu volta a fermare i finanziamenti internazionali all’Isis. A riferirlo il New York Times, ma ora resta da capire se l’intenzione sarà realmente quella di far rispettare la risoluzione. Se così fosse vorrebbe dire che la Casa Bianca potrebbe aver deciso di lasciare sola Ankara al suo destino dato che finora ha sempre bollato come “assurda” ogni accusa alla Turchia di finanziare il Califfo.

Secondo il New York Times la Russia e gli Stati Uniti starebbero infine cooperando per preparare una nuova risoluzione ad hoc da presentare al Consiglio di sicurezza dell’Onu per porre fine ai finanziamenti internazionali che continuano ad arrivare allo Stato islamico. Una bozza congiunta che potrebbe essere discussa già il 17 dicembre nel corso di una riunione con i ministri delle Finanze dei 15 membri del Consiglio. Sulla base di quanto riferito dal quotidiano americano l’obiettivo di tale risoluzione sarebbe realizzare una stretta nei confronti di coloro che commerciano con lo Stati Islamico, un punto dolente questo viste le recenti accuse di Putin e di Teheran, oltre che di Assad, al governo turco di Erdogan. Lo stesso Domenico Quirico, giornalista italiano rapito in Siria per diversi mesi, in una recente intervista concessa a Rai News ha ammesso che una delle fonti di approvvigionamento dell’Isis in Siria è proprio il confine tra Siria e Turchia. Che dunque gli Usa si siano decisi in qualche modo ad abbandonare Ankara al proprio destino? Difficile a dirsi, anche perchè gli Usa da diversi mesi a parole sostengono di voler isolare l’Isis ma poi hanno sempre chiuso gli occhi di fronte all’imbarazzante comportamento di alcuni alleati come Turchia e Arabia Saudita.

Tagliare fuori l’Isis dal sistema finanziario internazionale e interrompere il suo finanziamento sono fondamentali per lottare efficacemente contro questo gruppo terroristico violento”, ha detto il segretario del Tesoro Usa, Jacob Lew. Peccato che proprio il Pentagono abbia detto pochi giorni fa che le accuse della Russia al governo di Ankara di commerciare petrolio con l’Isis sarebbero “assurde”. Un cambiamento di alleanze dunque? E’ ancora troppo presto per dirlo, ma se non altro l’ambasciatore russo all’Onu, Vitaly Churkin, ha recentemente spiegato che Mosca vorrebbe una nuova misura che includa un provvedimento che vincoli il segretario generale a denunciare chi viola i divieti, un ulteriore riferimento questo al comportamento ambiguo di Ankara. “Abbiamo deciso di fare una bozza in comune per un giro di vite contro chi fa affari con l’Isis”, avrebbe riferito Churkin ripreso dal New York Times. Unite questa notizia della risoluzione congiunta all’affermazione del segretario di Stato americano John Kerry di qualche giorno fa secondo cui Washington accetterebbe una “possibile cooperazione tra l’esercito siriano e le milizie ribelli nella lotta contro i terroristi dell’Isis” (Fonte Sputnik), e forse potremmo dire di essere di fronte a un cambiamento di strategia della Casa Bianca?

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