Usa-Isis. Si rompe il muro del silenzioTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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Usa-Isis. Si rompe il muro del silenzio

Sull’onda della reazione motiva agli attentati di Parigi dell’Isis anche i media italiani cominciano a rompere il silenzio e a mostrare in Tv le ammissioni da parte di eminenti personaggi della politica americana, dal senatore Rand Paul a Hillary Clinton, delle responsabilità americane nell’esplosione del terrorismo islamico.

Hillary Clinton all’indomani del linciaggio di Muammar Gheddafi avvenuto in quel di Sirte nel 20 ottobre 2011 esclamò: “We came, we saw, he died“. Eppure proprio l’ex moglie di Bill Clinton e futura candidata alla presidenza americana per i democratici ebbe a dichiarare riguardo ad Al Qaeda e al terrorismo islamico: “People we are fighing today we founded 25 years ago” ( La gente che stiamo combattendo noi l’abbiamo fondata 25 anni fa). Il riferimento ovviamente è alla guerra in Afghanistan contro l’Unione Sovietica, con gli Stati Uniti che finanziarono a piene mani i jihadisti in Pakistan per infiammare la regione e scacciare i russi. La scelleratezza di quella scelta ovviamente si ripercuote ancora oggi, in Siria e in Iraq.

Anche il senatore Rand Paul ha recentemente dichiarato apertamente che gli americani hanno contribuito a creare il problema in Siria inviando armi ad alleati di jihadisti radicali che hanno poi preso il sopravvento.

Recentemente anche nelle tv italiane si è cominciato ad assistere a dibattiti più costruttivi e intelligenti sulla questione del Medio Oriente e dell’Isis soprattutto dopo gli attentati di Parigi.

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