Usa- Oliver Stone accusa: "Clinton e Trump uguali in politica estera"Tribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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Usa- Oliver Stone accusa: “Clinton e Trump uguali in politica estera”

Il regista Oliver Stone, coproduttore insieme a Igor Lopatonok del film documentario “Ukraine on Fire” in cui si parla delle ingerenze della politica esterna americana in Ucraina nel 2014, ha detto che cambierebbe molto poco se fosse eletto Clinton o Trump perchè “negli Usa conta solo il sistema”.

“Ukraine on Fire” è un film documentario coprodotto da Oliver Stone e Igor Lopatonok che racconta i fatti della cosiddetta rivoluzione ucraina del febbraio 2014 parlando in particolare delle enormi ingerenze americane nel determinare i fatti che sarebbero poi passati alla storia come Euromaidan. Stone si è presentato al Taormina Film Fest parlando dell’enorme peso della politica estera americana sui fatti internazionali, e come suo solito non ha certo lesinato stoccate al sistema america, troppo spesso mitizzato in Europa da media sempre più acritici e appiattiti. Stone ha detto chiaramente di non ritenere possa cambiare qualcosa per quanto riguarda la politica estera americana nel mondo se venisse eletta presidente la Clinton piuttosto che Trump, perchè “Negli Usa conta solo il sistema. Anzi la posizione di Hillary rispetto al sistema è ancora piu forte di quella di Obama”. Stone ha poi accusato l’Occidente di aver raccontato inesattezze sulla vicenda ucraina e ha detto che il suo docufilm ha come obiettivo quello di raccontare le vicende accadute nel 2014  a Kiev e lo fa con materiale inedito e davvero molto interessante pubblicando ad esempio una intervista a Vladimir Putin. Stone ha raccontato con il suo proverbiale stile gli scontri di Kiev dell’Euromaidan ripercorrendo anche la storia di uno degli eroi dei rivoltosi di Kiev, ovvero il nazista Stepan Bandera da sempre coperto la Cia. Il regista americano ha anche parlato di rivoluzioni colorate facendo riferimento a movimenti a volte spontanei ma che finiscono poi per essere pilotati dall’intelligence americana attraverso le Ong. “Immaginate se una cosa del genere la facesse il Messico , se pagasse oppositori messicani, il caso sarebbe subito stroncato dagli Usa come è successo per Occupy Wall Street“, ha aggiunto.

Leggi l’intervista completa

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