Usa pensano a maggiore coinvolgimento in SiriaTribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
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Usa pensano a maggiore coinvolgimento in Siria

 

Dopo la “svolta” rappresentata dalla decisione della Russia di intervenire attivamente accanto al governo di Damasco in Siria gli Stati Uniti hanno la necessità di cambiare strategia visto che il loro piano di “regime change” sembra tramontare. Per questo secondo il Washington Post l’amministrazione Usa si preparerebbe a una nuova campagna militare in Siria fornendo armi e supporto a un nuovo gruppo di ribelli

Difficile capire la situazione sul terreno in Siria dato che la guerra modifica gli equilibri quasi quotidianamente e costringe gli attori in causa ad adottare strategie liquide, adattabili di volta in volta alla situazione. Intanto però gli Usa devono fronteggiare la decisione del generale in pensione John Allen, lo stesso che coordinava le operazioni della coalizione anti-Isis in Siria e Iraq, di rassegnare le dimissioni per motivi personali. In teoria vorrebbe stare vicino alla moglie malata ma secondo molti avrebbe deciso di dimettersi di fronte alla gestione della lotta al Califfo e alla mancanza di risorse adeguate. Ad aver cambiato le carte in tavola poi ci ha pensato la Russia con la decisione di inviare armi e uomini in Siria al fianco di Assad, una decisione che ha mandato su tutte le furie il segretario di Stato americano John Kerry, che è arrivato ad addossare su Damasco il motivo della recrudescenza della guerra civile. Intanto però Putin è l’unico ad aver realmente fatto qualcosa contro l’Isis anche perchè la coalizione in quasi un anno e mezzo di radi non è riuscita in alcun modo a indebolire il Califfato.

Anche per questo la Casa Bianca sta decidendo un “piano b” come è stato delineato peraltro dal Washington Post secondo cui l’amministrazione americana sarebbe in procinto di lanciare una campagna militare più aggressiva contro i jihadisti in Siria, ma è chiaro che l’orientamento americano sarebbe anche quello di indebolire il governo di Damasco per forzarne la caduta. Per questo gli americani valuterebbero di inviare nuovamente armi e denaro a un gruppo di ribelli, fatto che in passato si è rivelato un clamoroso errore dato che spesso e volentieri armi e mezzi sono poi finiti nelle mani dell’Isis. Alti funzionari avrebbero rivelato al quotidiano americano che la Casa Bianca potrebbe decidere di inviare armi alla coalizione dell’opposizione che si trova a nord del Paese. Tale mossa cambierebbe nella sostanza l’atteggiamento degli Usa, che finora si sono concentrati più che altro sull’Iraq.  Sarebbe la prima volta che il Pentagono fornirà direttamente armi a dei gruppi ribelli attivi in Siria, questo dopo che ne ha addestrati alcuni in Turchia e Giordania. Peccato che all’interno dei ribelli siriani sia molto difficile distinguere e molto facile che nuove armi e attrezzature finiscano, ancora una volta, nelle mani sbagliate.

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