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venerdì , 28 luglio 2017
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Usa. Quanta polvere sotto il tappeto

Tanti esaltano il modello americano come virtuoso, eppure a una analisi più approfondita non sarebbe così difficile toccare con mano come non sia tutto oro quel che luccica, anzi. Pochi prestano attenzione al dato del debito americano in continuo aumento e il fatto che gli Usa continuino a essere potenza egemone lo si deve in gran parte al fatto che riescono a scaricarne il prezzo sul resto del mondo, forti della propria supremazia militare.

Modello virtuoso? Capitalismo sistema vincente? Non è proprio così. Alla luce del fatto che a ormai trent’anni dalla caduta del Muro e dal crollo del socialismo reale il capitalismo non è riuscito a garantire benessere per tutti e anzi ha fato piombare il mondo in una crisi economica senza precedenti, bisognerebbe semmai interrogarsi sul perchè tale sistema continui a rimanere in piedi. Il motivo è tendenzialmente a nostro modesto parere che i costi di questo sistema vengono scaricate sulle periferie interne e esterne. Per periferie interne possiamo tranquillamente intendere i giovani, gli emarginati, i precari, i migranti, le fasce più deboli e popolari della società, mentre per periferie interne i paesi che vengono sostanzialmente condannati alla povertà per permettere a una ristretta minoranza di continuare a mantenere un certo tenore di vita. Alla luce di questo non sarebbe forse così peregrino asserire che gli Usa riescono a tenere il loro sistema largamente imperfetto in piedi solo ai danni degli altri, del resto del mondo, che inevitabilmente paga le conseguenze delle scelte degli americani. Basti pensare che nel 2016 il debito pubblico federale Usa raggiunse i 19200 miliardi di dollari, una cifra enorme pari al 65% del Pil di Washington. Considerando che nel 2000 il debito era di 5.600 miliardi ci si accorge facilmente come tale debito si sia triplicato in meno di dieci anni. Anche il debito delle corporation private non finanziarie è raddoppiato dal 2007 a oggi (da 3.300 miliardi a 6.600), e anche questa è la spia di qualcosa che non funziona. Eppure i politici europei al posto che approfondire ciò che non funziona preferiscono continuare a glorificare il modello americano, correndo un treno lanciato a folle velocità verso un burrone. Il debito totale americano ammonterebbe a 64.000 miliardi di debito totale, aumentando di più di due volte dal 28.600 del 2000, e tutto questo ovviamente non è normale i  quanto si tratta di debiti realizzati per coprire falle e buchi di bilancio, insomma per nascondere la polvere del capitalismo sotto il tappeto. Dal 2000 a oggi inoltre gli Usa hanno visto il proprio deficit commerciale aumentare di oltre 8630 miliardi di dollari, aumentando dal 2008 di altri 3500 miliardi, altra spia di qualcosa che non va. Il sistema si regge sostanzialmente sulla capacità degli americani di stampare denaro e immettere liquidità, e riescono farlo utilizzando il Qantitative Easing o manipolando il debito pubblico americano che viene scaricato letteralmente sulla schiena del resto del mondo sfruttando l’egemonia militare. Basti pensare a questo proposito che 6000 miliardi di dollari di obbligazioni del Tesoro americano si trovano in mani straniere (1250 miliardi per la Cina, 1133 il Giappone). Insomma utilizzando espedienti finanziari e commerciali su cui il resto del mondo non riesce più ad avere alcun controllo gli americani riescano a scaricare i costi del loro benessere su tutti, anche su di noi.

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