Usa-Russia. Il ritorno della Guerra Fredda riparte da DamascoTribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
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Usa-Russia. Il ritorno della Guerra Fredda riparte da Damasco

Incontro ieri in Irlanda del Nord tra Vladimir Putin e Barack Obama sulla Siria. Ribadito l’interesse comune a fermare le violenze, ma Russia e Stati Uniti sulla Siria hanno idee molto diverse, al punto che la Guerra Fredda sembra di nuovo d’attualità.

Photo Credit  (Reuters / Kevin Lamarque)

Ieri si notava un forte distacco tra Putin e Obama riguardo alla situazione siriana, con Mosca e Washington che hanno delle idee molto diverse su come gestire la crisi. Obama dal conto suo ha ribadito più volte di avere in mano prove dell’uso di armi chimiche da parte di Assad, ma questa appare una balla colossale per più di un motivo: innanzitutto finora le uniche prove reali dell’uso di armi chimiche inchiodano i ribelli e non il “regime” alle sue responsabilità, in secondo luogo per quale motivo la Siria dovrebbe utilizzare armi chimiche dando il pretesto ai suoi rivali di intervenire militarmente contro di lei quando può ottenere gli stessi risultati utilizzando aerei da guerra e armi convenzionali?

Però i media non tengono conto di ciò e vanno avanti a testa bassa, assumendo in modo acritico la visione statunitense sulla Siria. Alla fine dell’incontro di oltre due ore tra Russia e Stati Uniti entrambi i leader hanno però almeno riconosciuto di voler spingere le due parti in lotta nel conflitto siriano sul tavolo dei negoziati alla conferenza internazionale che si terrà a Ginevra. “Su alcuni punti, abbiamo ancora una posizione diversa, ma siamo uniti da una aspirazione a prevenire la violenza, per porre fine al crescente numero di vittime, di risolvere il problema con mezzi pacifici, anche attraverso negoziati della conferenza internazionale di Ginevra,”, ha detto Putin. Dal conto suo Obama ha confermato di avere una visione diversa da quella di Putin, ma ha almeno confermato che entrambi i paesi hanno l’interesse comune a fermare la violenza in Siria.“Noi abbiamo il problema di prospettive diverse ma condividiamo un interesse a ridurre la violenza, proteggere le armi chimiche e assicurare che non verranno utilizzate”, ha detto Obama. “Vogliamo cercare di risolvere il problema attraverso mezzi politici se possibile.” Come mai però Obama non fa mai parola delle abominevoli atrocità commesse dai ribelli? E come mai nessuno chiede a Obama il perchè gli Stati Uniti abbiano lanciato una guerra globale al terrore per poi finanziare e armare gli stessi estremisti di Al Qaeda in Siria?

Ora non resta che attendere la nuova serie di negoziati che si avrà con Ginevra 2, lo step successivo all’incontro internazionale tenutosi nella città svizzera l’anno precedente. In questa conferenza si cercherà di costruire una tabella di marcia di pace per la Siria, mentre sul terreno il numero di vittime si avvicina ormai alle 100.000. Quasi sicuramente alla conferenza dovrebbero partecipare anche l’Iran e l’Arabia Saudita, due paesi coinvolti nel supportare attivamente le due parti in campo. Intanto Obama ha comunicato di essere pronto a inviare altri 300 milioni di dollari in aiuti umanitari per la Siria. Secondo un sondaggio pubblicato dal Pew Research Center però, la maggioranza dei cittadini americani sarebbe contrario a fornire armi ai ribelli, e di questi circa il 70% ha detto di non essere favorevole a inviare armi a gruppi antigovernativi in Siria; anche coloro che favoriscono un attacco militare contro la Siria sono scesi al 20% dal 29% in marzo.

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