Usa. Sanders vince le primarie del New Hamsphire, Clinton nel panicoTribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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Usa. Sanders vince le primarie del New Hamsphire, Clinton nel panico

Bernie Sanders non ha ancora finito di stupire e, a sorpresa, ha battuto nelle primarie democratiche del New Hamsphire la sua rivale più accreditata: Hillary Clinton. In molti ora si interrogano sull’eventualità che possa davvero impensierire Hillary Clinton facendo leva sulla novità, ma anche sull’esasperazione. Tra i repubblicani invece si registra il facile successo di Trump con il 35% dei voti.

Non sarà di certo un bolscevico Bernie Sanders, ma se paragonato a Hillary Clinton o comunque ai restanti candidati di quest’anno e delle scorse elezioni, la sua figura si presenta comunque come portatrice di novità. Innanzitutto nessuno pensava che la sua potesse seriamente diventare una candidatura accreditata alla Casa Bianca, sicuramente non lo pensava la Clinton che, forte dei suoi finanziatori e di una stampa spesso amica, probabilmente già aveva la testa rivolta allo scontro finale con Trump, sempre ammesso che il milionario americano riesca a strappare l’assenso repubblicano per giocarsi la presidenza. Peraltro Sanders ha vinto sfruttando una affluenza record, dato non scontato negli Stati Uniti, e ha trionfato toccando la soglia del 60% dei voti assestando così un colpo molto duro per Hillary Clinton, costretta quindi a prenderne atto e a pensare a una vera rivoluzione nel suo staff. La Clinton però è ottimista di riuscire a vincere in South Carolina e Nevada, dove la folta presenza di una minoranza ispanica le garantirebbe più voti, ma a questo punto è palese come lo staff della Clinton cominci a entrare nel panico.

E dire che quando Sanders si era presentato la Clinton aveva su di lui un vantaggio astronomico di quasi 40 punti, oltre ovviamente l’assenso e l’appoggio di tutti i vertici dei democratici. Sanders da solo ha sfidato tutto questo e l’anziano socialista si è detto certo di avere, con la sua campagna, dato avvio a una vera e propria rivoluzione politica. E i dati sembrano dargli ragione dal momento che l’affluenza è tornata a salire dopo anni, segno che porta a credere che sia proprio merito di Bernie Sanders se, soprattutto i giovani, hanno riacquistato un certo interesse nella politica. E ora Sanders ci crede davvero, come potrebbe essere altrimenti? Secondo alcuni analisti Sanders sarebbe il candidato alla Casa Bianca con il programma più a sinistra dai tempi di prima la Seconda Guerra Mondiale, e probabilmente hanno ragione dato che la politica americana degli ultimi decenni è stata caratterizzata da un progressivo sbiadirsi delle differenze tra repubblicani e democratici, molto simili soprattutto se si guarda a chi sono i loro finanziatori, ovvero multinazionali, lobbies e corporations i cui interessi sono ormai bipartisan. E chiaramente si illude chi pensa che Sanders possa guidare gli Usa verso il socialismo, ma se non altro il suo stesso tentativo di rappresentare una novità sta dando fiducia a migliaia di persone ormai sconsolate e disilluse dalla politica americana.

Tra i repubblicani intanto Trump ha conquistato il 35% nelle primarie del New Hampshire, confermandosi quindi come il più accreditato alla vittoria finale e a rappresentare i repubblicani nella corsa alla Casa Bianca. E in tanti già sognano uno scontro Sanders-Trump che sarebbe anche specchio della polarizzazione del paese. Ma occhio a non dare per vinta la Clinton, che nelle prossime settimane le tenterà letteralmente tutte per recuperare terreno su Sanders e scattare verso la Casa Bianca.

Tribuno del Popolo

 

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