Usa. Si progetta lo scudo "anti-Cina" | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Usa. Si progetta lo scudo “anti-Cina”

Gli Stati Uniti starebbero pensando di sviluppare uno scudo missilistico in Asia per limitare la potenza emergente di Pechino. Dal conto suo la Cina ha espresso la sua preoccupazione gli Usa intendano destabilizzare l’equilibrio militare di tutto il continente. 

Non bastavano i progetti di “Star Wars” ideati da Reagan negli anni Ottanta e perfezionati negli ultimi decenni che hanno portato nuovamente ai minimi storici i rapporti tra Mosca e Washington, ora gli Stati Uniti, decisi a non rassegnarsi a un ridimensionamento economico e politico, starebbero pensando di realizzare uno “scudo” anche nei confronti della Cina. Già nel mese di marzo il Pentagono aveva rivelato i piani per l’allestimento del suo  sistema globale di difesa anti-missile antibalistico in Asia e nel Medio Oriente. Tale scudo comprenderebbe il dispiegamento immediato di  navi, intercettori terrestri e missili intercettori situati in territori occidentali alleati degli Stati Uniti, vedi l’Italia. Questo scudo americano porterà inevitabilmente al riarmo anche la Cina, che potrebbe spendere ingenti cifre per modernizzare il proprio arsenale nucleare e rispondere alla minaccia e alla sfida di Washington. ”Si mina la stabilità strategica ”, ha ammesso il generale Zhu Chenghu della Cina National Defense University. Il primo generale si fece apprezzare e conoscere a livello internazionale nel 2005, quando ha dichiarato che la Cina potrebbe usare armi nucleari se gli Stati Uniti intervenissero militarmente in un conflitto cinese con Taiwan. Zhu questa volta ha spiegato che la Cina nei prossimi mesi “Pechino dovrà migliorare le sue capacità di sopravvivenza,  altrimenti è molto difficile per noi mantenere la credibilità della deterrenza nucleare“.  Il Dipartimento della Difesa statunitense ha stimato che l’arsenale nucleare della Cina possa contare su circa 130-195 missili balistici nucleari schierati. Ma essendo la Cina un’economia in espansione, in teoria non dovrebbe essere un problema modernizzare il proprio arsenale nucleare. Così non è però dal momento che la situazione attuale della Cina ricorda, per certi versi, quella degli anni finali dell’Urss. Proprio negli ultimi mesi dell’Urss infatti, il Cremlino continuò a spendere miliardi di rubli del bilancio del Paese per esigenze militari; se Pechino dovesse investire miliardi nella Difesa, non potrà spenderli in altri settori vitali per ilo futuro del Paese, vedi la sconfitta del divario tra ricchi e poveri. Attualmente nel gigante asiatico ci sarebbero circa 250 milioni di poveri ma Pechino, al posto di spendere per programmi legati alla sconfitta della povertà, ha dovuto acquistare nuovi armamenti a peso d’oro per tenere il passo degli Stati Uniti; un pò quello che successe all’Unione Sovietica quando Reagan lanciò la corsa al riarmo. ”La Cina è ora il secondo paese del mondo per le spese militari con ben 106 miliardi di dollari”, ha spiegato il  giornalista Dr. Conn Hallinan a RT.com:  ”Questo è un dispendio enorme di ricchezza in un momento in cui tali ricchezze potrebbero essere usate per avere un impatto sulla povertà. E succede anche in un momento in cui c’è un rallentamento economico in Asia ”. Ovviamente lo stesso discorso vale anche per l’altro colosso asiatico, l’India, che l’anno scorso era uno dei paesi più attivi a livello mondiale nell’importazione di armi.  Comunque la situazione che si sta venendo a creare sull’asse Pechino-Washington ricorda da vicino quello della Guerra Fredda nel XX secolo, e visto che molti esperti si dicono certi che la corsa agli armamenti sia stata voluta dagli Usa per sabotare l’economia sovietica, è fin troppo facile capire dove voglia andare a parare la Casa Bianca.

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top