Usa. Trump promette un "grande muro" sul MessicoTribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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Usa. Trump promette un “grande muro” sul Messico

 Un “grande muro” da far pagare al Messico. Questo il “progetto” del nuovo candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti Donald Trump, che dovrà vedersela con un figlio d’arte: “Jeb Bush”. E sullo sfondo rimane la Clinton per una campagna elettorale che si preannuncia scoppiettante e decisiva per il futuro degli Usa e del mondo.

La solidarietà non è di moda in questo XXI secolo e l’odio e il risentimento nei confronti del “migrante” sono di stretta attualità, e non solo in Europa. Gli Stati Uniti sono la terra del “melting pot” anche se questo non vuol dire che non siano una società profondamente razzista, anzi. Ora che il mandato di Obama si accinge alla fine ecco che si scaldano i motori in vista delle prossime elezioni presidenziali che vedranno una sfida tra Hillary Clinton, ex moglie di Bill, per i democratici, e uno tra Jeb Bush, figlio d’arte, e Donald Trump per i repubblicani. Come spesso accade si tratterà di una sfida senza esclusione di colpi e a chi la spara più grossa, e infatti Donald Trump, per non essere da meno, ha pensato bene di spararla grossa su un tema sensibile come quello dell’immigrazione dal Messico. Costruiro’ un grande muro alla nostra frontiera meridionale e faro’ in modo che il Messico paghi per quel Muro“, ha detto Trump volendo in questo modo parlare alla pancia di un certo elettorato. “L’America non vince più, non è più capace di vincere“, ha aggiunto non senza populismo Trump, miliardario che si candida per l’ennesima volta alla corsa alla Casa Bianca come outsider,  ”Ripotero’ i nostri posti di lavoro da Cina e Messico. Riportero’ in America i nostri soldi“. 

Per la verità una barriera di separazione tra Usa e Messico esiste già, si tratta del cosiddetto “muro messicano” nei pressi di Tijuana, una vera e propria barriera di sicurezza voluta e costruita dagli americani al confine messicano. In Messico è conosciuto come “muro della vergogna” e la sua funzione, come si può facilmente comprendere, è quella di impedire agli immigrati illegali di entrare negli Stati Uniti. Nonostante la retorica americana contro il Muro di Berlino, caduto nel 1989, ben cinque anni dopo gli stessi americani hanno cominciato la costruzione del muro messicano, il cosiddetto “Gatekeeper” in California, che ha avuto sviluppi anche in Texas e Arizona anche se con successi alterni. Infatti l’economia americana di molte regioni è basata soprattutto sul lavoro a basso costo della manodopera messicana.

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