Usb verso lo sciopero generaleTribuno del Popolo
lunedì , 18 dicembre 2017
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Usb verso lo sciopero generale

L’Usb alla fine ha deciso, il 24 ottobre si terrà lo sciopero generale per tutta la giornata a sostegno dello sciopero sociale generalizzato promosso tra le altre cose per avviare un percorso di lotta contro precarietà, per l’occupazione e per il diritto all’abitare. 

L’Unione Sindacale di Base ha fatto sapere di aderire allo sciopero generale indetto per il 24 ottobre a sostegno dello “sciopero sociale generalizzato promosso collegialmente dal sindacalismo di base e da settori dell’attivismo sociale per avviare un percorso di lotta contro la precarietà, per l’occupazione, il reddito il diritto all’abitare”.  Una giornata di lotta e mobilitazione che coinvolgerà quindi diversi soggetti e per la quale l’Usb ha indetto almeno ulteriori quattro ore di sciopero. E’ quello che si legge nel dispositivo approvato all’unanimità dal Coordinamento nazionale  con riferimento alla giornata del 14 novembre quando ci sarà un ulteriore giornata di mobilitazione con articolazioni a livello territoriale e di categoria. Non solo, l’Usb ha anche reso noto di voler sostenere le Giornate internazionali indette dal 13 al 16 novembre a Roma dalla Coalizione Internazionale dei Sans Papier, Migranti e Rifugiati di cui la Usb e’ parte integrante. La decisione è arrivata in risposta all’attacco al lavoro portato dal governo Renzi ai lavoratori e agli stati popolari con l’ormai famigerato Jobs Act e con lo smantellamento dello Statuto dei lavoratori attraverso a riforma della pubblica amministrazione che interessa tutta la struttura di welfare, dalla sanità alla previdenza alla giustizia alle autonomie locali e la riforma della scuola in cui sempre più si lascia spazio ai privati. La sensazione è che questo attacco venga portato dal governo Renzi per conto della Bce e dell’Ue che come sappiamo chiedono la deregolamentazione totale della normativa del lavoro e anche la drastica riduzione della funzione sociale della pubblica amministrazione, oltre che una totale precarizzazione. Insomma sarà una sorta di inizio di un “autunno caldo” che si preannuncia mai come quest’anno come bollente.

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