Valgono più le persone o le vetrine?Tribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
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Valgono più le persone o le vetrine?

Una domanda provocatoria, ma una domanda valida. Dopo la devastazione di Milano per mano di un pugno di Black Bloc tutti si sono detti giustamente indignati, molti hanno invocato il pugno duro gridando allo scandalo e spronando la polizia a energici interventi. Il giorno dopo le manganellate sono arrivate, ma contro un gruppo di manifestanti a volto scoperto che volevano solo contestare il premier alla chiusura della festa dell’Unità a Bologna. In questo caso però nessuno si è indignato di fronte alle foto dei feriti, tra cui una maestra, e da qui la domanda: Siamo sicuri che per tutti le persone valgano di più della proprietà privata?

Premessa: Dato che in molti penseranno che, dato che siamo di parte (ed effettivamente lo siamo ma almeno lo ammettiamo), magari avremo esagerato quanto successo a Bologna, ecco cosa ha scritto a riguardo “La Stampa“:

Era iniziato in modo pacifico, col presidio di 150 antagonisti di fronte all’ingresso blindatissimo della Festa nazionale dell’Unità della montagnola dove Matteo Renzi aveva appena cominciato a parlare. Manifestanti e polizia in assetto antisommossa si sono fronteggiati da vicinissimo per una mezz’ora finché, senza un motivo apparente, è partita una carica che ha lasciato dolorante a terra una ragazza con un braccio piegato dietro la schiena, davanti all’accesso al Parco della Montagnola. Tre militanti sono stati fermati dalla polizia. La ragazza è stata soccorsa da un’ambulanza all’interno della festa.

Chi vi scrive non potrà mai simpatizzare per chi mette a ferro e fuoco una città distruggendo negozi e macchine a caso, eppure vorremmo dire in modo deciso che ci sembra che qualcosa stia andando leggermente fuori controllo nel dibattito dei commenti del post-Milano. Vedendo le immagini della città in fiamme in molti si sono indignati, in troppi hanno evocato macellerie messicane, 10,100,1000 Diaz e altre amenità contro i Black Bloc, e ovviamente nel giro di poco i media hanno martellato talmente tanto che l’equazione No-Expo-Black Bloc è diventato quasi di uso comune. Si fa in fretta infatti a venire etichettati come figli di papà, viziati e incapaci, i soliti “sfigati” solo perchè non si è legittimamente d’accordo con l’indirizzo che questo governo sempre più autoritario sta imponendo al Paese. Sta imponendo appunto, perchè la democrazia è ormai sospesa come viene sottolineato dal fatto che gli italiani non hanno votato Renzi ma se lo ritrovano come premier. Eppure secondo la tradizione del dito e della luna, la maggioranza degli italiani diventano sconvolti dalla rabbia vedendo le vetrine in fiamme e rimangono del tutto indifferenti di fronte alle notizie delle ruberie. Tutta la banda del Pd, del tutto sconvolta a causa delle devastazioni dei Black Bloc, non proferiscono parola di fronte alla carica della polizia contro i manifestanti a volto scoperto di Bologna, ragazzi dei collettivi universitari ma anche lavoratori precari, maestre, semplici cittadini che volevano esercitare il diritto democratico alla protesta. Eppure esattamente il giorno dopo le devastazioni del No Expo ecco che nessuno di loro si indigna di fronte alle immagini di ragazze e ragazzi presi a manganellate dalla polizia. E permetteteci di dire che questo non ci sorprende dal momento che, nonostante a parole siano tutti difensori dei diritti altrui, agli italiani danno particolarmente fastidio i “rompicoglioni” che non accettano il senso comune. E quindi diventano tutti un pò fascisti evocando manganellate e calci nel sedere, perchè tanto “questi ragazzi sono viziati e non vogliono lavorare“, e altre banalità varie che Gramsci avrebbe tranquillamente definito parte della “massa inerte” della storia. Così osservando le brutte immagini delle vetrine devastate e delle macchine in fiamme l’italiano medio si indigna di più del vedere la testa spaccata di una manifestante, questa è l’Italia erede di vent’anni di berlusconismo e figlia del renzismo. Così chi devasta diventa un “terrorista” da eliminare, da gettare in galera e buttare la chiave, ma magari tra qualche mese diventerà un “terrorista” anche chi non devasta ma rompe i coglioni utilizzando il cervello e confutando punto per punto quelle che sono le bugie raccontate dal Mainstream. No, noi siamo contrari alla violenza, soprattutto contrari a quella scellerata e indiscriminata dei Black Bloc, ma la domanda che rimbalza sui social è solo una: come mai la polizia ha lasciato devastare Milano senza intervenire contro i Black Bloc e invece ha caricato gli studenti? Ma poi basta ripensare a Beppe Severgnini e ad altri opinion leaders che invocavano il pugno di ferro contro i Black Bloc e tacciono di fronte alle cariche contro gli studenti per comprendere che forse, dopotutto, per qualcuno la proprietà privata è decisamente più importante della vita umana. Altrimenti si indignerebbero anche per le leggi che impediscono a migliaia di ragazzi di costruire una vita, per il razzismo dilagante, per lo sfruttamento, le ruberie, le tangenti, la mafia. E invece no, tutto quello lo si da per scontato, e chi ancora oggi vorrebbe lottare per cambiare le cose diventa tout court un “rompicoglioni”. E occhio a toccare le vetrine perchè in quel caso quindici anni di galera per devastazione non li toglie nessuno. Salvo non essere un Black Bloc, ovviamente. E riflettete per un attimo alla domanda iniziale: valgono più le persone o le vetrine? Siete davvero certi che chi detiene in mano il potere mondiale pensi che la risposta giusta sia: le persone?

 

Photo Credit https://www.facebook.com/labasoccupatobologna?fref=photo

Il Tribuno

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Un commento

  1. Sfigati, la gente che le ha prese a Bologna stava pure nello spezzone sociale (conflittuale) a milano. Altro che vetrine e macchine a caso.

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