Vaticano: Riforme o niente "White List" finanziaria | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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Vaticano: Riforme o niente “White List” finanziaria

Secondo un rapporto di Moneyval, organo del Consiglio d’Europa che si occupa di anti-riciclaggio, il Vaticano avrebbe bisogno di importanti riforme per essere inserito nella “White List”. 

La Santa Sede, e non è una novità, sta cercando in qualche modo di togliersi la sua fama di paradiso fiscale e di luogo ombroso dove si verificano scandali e si mantengono segreti innominabili. Moneyval, organo del Consiglio d’Europa che si occupa di anti-riciclaggio, ha pubblicato una relazione che sostiene il Vaticano debba ancora compiere riforme prima di poter raggiungere gli standard internazionali sulla lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento occulto a criminalità organizzata e terrorismo. L’agenzia è stata istituita con molto clamore nel 2010 per cercare di rispondere alle richieste internazionali per una maggiore trasparenza finanziaria, e nella sua relazione ha rilevato che l’agenzia deve ancora effettuare alcune ispezioni in Vaticano dal momento che la Santa Sede non avrebbe soddisfatto tutti i criteri per accedere nella “White List”. Sempre Moneyval ha fatto sapere che la Banca Vaticana, dal momento che è stata oggetto di scandali, dovrebbe essere supervisionata in modo indipendente, e soprattutto avrebbe bisogno di regole precise per capire chi autorizzare a tenere i conti della Santa Sede. Il rapporto ha anche detto che la Banca Vaticana mancherebbe di controlli soprattutto per quanto riguarda transazioni ad alto rischio, e soprattutto ha trovato alcune procedure effettuate come potenzialmente sospette. Il presidente della Banca Vaticana Ettore Gotti Tedeschi è stato recentemente licenziato per aver fatto trapelare alcuni documenti riservati, forse concernenti accuse di riciclaggio di denaro. Il Papa  Benedetto XVI in tempi non sospetti ha dichiarato di desiderare che le finanze vaticane seguissero i principi internazionali, ed effettivamente negli ultimi due anni qualche sforzo è stato fatto dal momento che il Vaticano ha ratificato tre trattati anti-crimine delle Nazioni Unite.

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