Vatileaks 2. Per il Vaticano la recente fuga di documenti è reatoTribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
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Vatileaks 2. Per il Vaticano la recente fuga di documenti è reato

 I giornalisti Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi autori dei libri “Avarizia” e “Via Crucis” sono stati indagati dalla Città del Vaticano nell’ambito dell’inchiesta sulla fuga di documenti riservati. Evidentemente il Vaticano non ha visto di buon occhio il lavoro dei due giornalisti che hanno reso noto quello che in molti già da tempo sospettavano. 

Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi hanno recentemente fatto uscire le loro due ultime fatiche chiamate rispettivamente “Via Crucis”, edito da Chiarelettere, e “Avarizia” da Feltrinelli. I due libri sono usciti lo stesso giorno, il 5 novembre, e affrontano un tema comune ovvero gli scandali che avvelenano la vita del Vaticano. I due libri raccontano tutta una serie di scandali ma hanno anche la stessa fonte, ovvero i documenti della Commissione referente sulle attività economiche vaticane (Cosea) istituita da Papa Bergoglio il 18 luglio 2013 e sciolta nel maggio del 2014. Come ci spiega “Il Post” della commissione facevano parte 8 membri tra cui il monsignor  Lucio Angel Vallejo Balda e Francesca Immacolata Chaouqui, le due persone arrestate dalle autorità del Vaticano qualche giorno fa con l’accusa di aver diffuso documenti secretati. La chiesa non sembra aver preso molto bene la divulgazione di certe notizie, anche perchè lo scandalo dei due arresti ha contribuito a lanciare i libri di Fittipaldi e Nuzzi, peraltro indagati a loro volta in Vaticano dal giorno 11 novembre con l’accusa di fuga di notizie e documenti riservati. Il libro di Fittipaldi in particolare al suo interno contiene pagine su pagine di documenti fotografati e ha l’ambizione quindi di riferirsi solo a documenti reali.

A riferire della notizia dell’iscrizione di Nuzzi e Fititpaldi nel registro degli indagati ci ha pensato Padre Lombardi che ha dichiarato alla stampa che l’autorità giudiziaria vaticana ha aperto una indagine “in merito alla diffusione del documento“. Insomma la Chiesa al posto che prendere provvedimenti contro gli scandali denunciati che fanno perdere credibilità, se ancora ce ne fosse bisogno, reagisce intimidendo e processando come se fossimo ancora ai tempi dell’Inquisizione. In ogni caso la sensazione è che il lavoro di giornalisti coraggiosi, che sicuramente hanno il loro tornaconto economico nel parlare di certe cose, serva se non altro a togliere le fette di prosciutto dagli occhi di chi continua, ancora nel 2015, a farsi dettare norme di comportamento e pensiero dalla Chiesa. In ogni caso quanto Nuzzi e Fittipaldi hanno dimostrato con un lavoro capillare di inchiesta almeno a noi non suona come sorprendente in quanto da tempo tutti erano a conoscenza degli enormi sprechi di denaro operati all’interno del Vaticano. Semmai qualcuno al posto che incriminare Nuzzi e Fittipaldi dovrebbe fare una bella inchiesta interna nel Vaticano per capire chi sia che ha dato tali documenti ai due giornalisti.

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