"Vecchi bambini"Tribuno del Popolo
venerdì , 28 luglio 2017
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“Vecchi bambini”

Da bambina pensavo che il mondo finisse dietro il mare Ionico.

Pensavo pure da bambina che la famiglia fosse quella roba immensa fatta di nonni, zii, cugini, nipoti, madri, padri… Tutti assieme la domenica davanti una pastazza con sugo e polpette.

Pensavo che un gatto randagio si poteva pur sempre affezionare e dare più amore di quelli ammansiti e viziati, pensavo che all’una di notte l’acqua che scorreva da qualche parte per abbeverare i pomodori aveva un buon profumo di terriccio e verdura pura, mangiucchiata magari dai vermicelli, ma sana non tumorale.

Pensavo che mio nonno fosse Dio, sporco di catrame e abbronzato pure durante l’inverno perché era come quei bar a orario continuato 24/24… Sempre a faticare, senza requie.

Pensavo che la Luna che si spiaccicava bianca sul mare, e i suoi riflessi attraversati da pescatori abusivi e sinceri fossero dolci come lo Zucchero. E poi “sentivo”… In un modo che ora non so più riportare indietro, il “grido dell’infinito”.

Provate con me a Tornare bambini… Il grido dell’infinito era la libertà, ve lo ricordate? Io l’ho sentito fuori sul mio terrazzo, in Calabria.

Avevo otto anni, domande in testa enormi più della mia altezza -altezza che poi sarebbe rimasta sempre metricamente la stessa pensavo al mondo, ai sogni fatti di nuvole, a quella voglia che avevo di andare via già da allora: il mio sogno a otto anni era viaggiare in auto, di notte e vedere le luci delle case degli altri mentre solcavo le strade tra tenebre apolidi e stelle scoperte.

Mentre pensavo questo, una littorina nel cuore della ionica aveva raschiato il buio con un fischio lontano… Propagatosi fin nell’entroterra, perché il Paese non ha rumori laceranti che si frappongano.

Dopo quel fischio nostalgico la sensazione è stata una bomba di immagini, di promontori celesti sul fare della sera, di palme come Kraken sotto cieli stellati e raffiche di vento, di ferragosto e bagni a mezzanotte nel mare, il mare, l’Oceano~mare.

Mi ricordo di quella sensazione ed è per questo che non sono mai cresciuta.

Buona serata, bimbi…

Chiara Nirta

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