Vendola al congresso del Psi "bacchetta" ancora una volta il suo passatoTribuno del Popolo
venerdì , 15 dicembre 2017
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Vendola al congresso del Psi “bacchetta” ancora una volta il suo passato

Niki Vendola si è presentato al congresso del Psi, ha strizzato l’occhio ai socialisti e ha colto l’occasione per “bacchettare”, ancora una volta, il suo passato. 

Forse un tempo comunista lo è stato Niki Vendola, forse. Sicuramente non lo è più, e non c’è nemmeno bisogno che ce lo ricordi, del resto lo aveva plasticamente reso evidente scegliendo come modello ideale nientemeno che il Cardinal Martini, nemmeno più quel Berlinguer che tanto piace a quel che resta della sinistra italiana. Ora Sel e Vendola preferiscono lanciare endorsment a Renzi, ricordiamo che Migliore addirittura ha detto di vedere qualcosa di buono per la sinistra nella Leopolda, la kermesse patinata del sindaco di Firenze. Presentandosi al congresso del Psi Vendola ne ha approfittato per approfondire quel solco con il passato già ampiamente evidente: Per me che sono stato comunista dico che non è più possibile usare le menzogne a fin di bene, aspettando il sol dell’avvenire“. Del resto proprio Vendola creò Sel operando una scissione dolorosa da Rifondazione Comunista e negli ultimi mesi le sta provando un pò tutte per crearsi una nuova prospettiva politica chiedendo l’adesione al Pse. A quanti però hanno visto in Vendola un riferimento per la sinistra radicale “moderna”, è lui stesso a raffreddare gli entusiasmi: “Dico no alla parabola guerrafondaia di Hollande. Trovo assurdo che sia il Papa, e non la sinistra, a criticare il liberismo. Io voglio portare in Europa un riformismo audace”. Insomma Vendola vuole un riformismo audace, nulla di male beninteso ve n’è sicuramente molto bisogno, ma il riformismo audace non è già quello che dovrebbe fare un partito socialdemocratico dignitoso? Comunque prima di Natale il leader di Sel incontrerà Martin Schulz, il candidato del Pse alla Commissione Ue, ulteriore tappa del percorso di avvicinamento di Vendola ai socialisti europei. Ma evidentemente Vendola non ha ancora le idee così chiare:  ”Il socialismo europeo  non è il mio approdo ideale. Mi interessa portare nel socialismo europeo un riformismo audace, di cui in Europa c’è molta carenza. La crescita dei neonazisti in tutta Europa è un termometro che misura la febbre di una società impaurita e impoverita. Bisogna dire no alla subalternità al liberismo, o la politica affronta i temi sociali oppure i veleni penetreranno nel corpo europeo”. Tutto bene, ma siamo davvero sicuri che il socialismo europeo sia l’unica possibilità? Perchè con coraggio non rilanciare una sinistra vera che abbia il coraggio di portare avanti le proprie idee senza farsi dettare l’agenda dal campo dei propri avversari politici? Per fugare ogni dubbio comunque Vendola ha ribadito il “basta coi feticci“, alludendo ancora una volta al suo passato comunista, un passato che se abiurato serve a guadagnare punti nella politica del XXI secolo, un secolo dove evidentemente si interpreta la sinistra come un blando riformista laburista alla Blair.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/spiritolibero85/2619132962/”>Alessio85</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/”>cc</a>

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