Vendola e l' "Human Factor", l'ennesimo fallimento annunciato?Tribuno del Popolo
mercoledì , 20 settembre 2017
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Vendola e l’ “Human Factor”, l’ennesimo fallimento annunciato?

 

Niki Vendola è tornato a parlare presentando la sua convention “Human Factor”  e ha proposto di far confluire le sinistre verso un’unica forza per battere “l’opzione di destra incarnata da Matteo Renzi”. Ma le sue parole ci sembrano solo l’ennesimo tentativo di riproporre lo stesso piatto cambiando la decorazione e il nome della pietanza, peraltro continuando la “colonizzazione intellettuale” che pervade anche la scelta dei nomi delle convention e degli eventi pubblici. 

A parole tutti d’accordo con Vendola, bisognerebbe tra le altre cose riportare il fattore umano al centro del dibattito politico, e su questo non si può certo dire che il politico pugliese sia stato il primo a intuirlo. Già il nome della convention organizzata a fine gennaio in quel di Milano per federare la sinistra e costruire un soggetto politico alternativo al Pd e aperto a movimenti, associazioni e sindacati è tutto un programma: “Human Factor”. Ora noi non siamo nazionalisti, anzi, riteniamo ogni nazionalismo un errore e un pericolo soprattutto in periodi di crisi economica e sociale come questi, tuttavia non possiamo non notare che il “progetto” vendoliano nasce già zoppo, passateci il termine, utilizzando come nome della sua convention di inaugurazione un inglesismo, l’ennesimo, che dimostra in modo plastico la subalternità culturale ormai introiettata da una certa sinistra di cui, volente o nolente, il buon Niki è ormai diventato uno dei simboli del suo fallimento. Ma costoro al posto che fare autocritica ci sembra, e qui esercitiamo solo un semplice diritto di critica, che perseverino nei loro errori. Se Renzi infatti rappresenta una deriva a “destra”, anche la deriva impressa alla sinistra dai movimentisti prima, e da Bertinotti e Vendola poi ci sembrano altrettanto perniciosi per la costruzione di una sinistra vera, reale, capace di fare i conti con una realtà in mutamento e soprattutto capace di costruire un immaginario che non sia subalterno a quello imposto dalla classe dominante, e di conseguenza del sistema a esso sotteso. Ma forse siamo semplicemente troppo critici e stiamo facendo un caso per la semplice scelta del nome, penserà qualcuno, e invece no, quello del nome è solo la cosiddetta punta di un iceberg che è molto ma molto profondo. Il progetto di Vendola, sulla carta, sarebbe anche condivisibile: “Federare la sinistra delle piazze che si battono contro il Jobs Act e la precarietà con la sinistra politica e sindacale”. Tuttavia è il come a lasciarci molto ma molto perplessi. L’unico collante invocato per costruire questa fantomatica nuova sinistra sarebbe il “Battere Renzi alle prossime elezioni”, con il premier fiorentino che diventa la prosecuzione plastica di Berlusconi diventando il bersaglio da abbattere. Ora tutti voi sapete cosa pensiamo di Renzi, un uomo che non ha niente a che spartire con la storia stessa della sinistra italiana, tuttavia ci sembra che Vendola e soci stiano semplicemente reiterando l’ennesimo fallimento dell’Arcobaleno, quando una brodaglia de-ideologizzata, massimalista e che aveva i diritti come unica rivendicazione sostanziale venne spazzata via dal giudizio delle urne. Ora lo spauracchio della secredente sinistra è diventato Matteo Renzi e si chiama alla mobilitazione per salvare la sempre secredente sinistra dalla sparizione. Ma il nocciolo che Vendola e soci non capiscono o non vogliono capire è che la sinistra così come dovrebbe essere è già abbondantemente morta e sepolta proprio nel momento in cui scelsero di sacrificare l’analisi marxista e il concetto stesso di classi sociali per abbracciare in toto l’immaginario ideale del capitalismo. Semmai la secredente sinistra di Vendola, Civati, e compagnia vorrebbe costruire una blanda socialdemocrazia ma che ovviamente pone come unico obiettivo quello dei diritti individuali rinunciando a priori a mettere in discussione la proprietà dei mezzi di produzione, accettando di diventare il “poliziotto buono” del capitalismo. Siamo troppo critici? forse sì, succede dopo aver seguito per anni e anni le ricomposizioni, i tradimenti, i fallimenti della secredente sinistra italiana. Ma di una cosa siamo assolutamente certi: se mai un giorno rinascerà una sinistra in questo Paese non lo farà con un nome alla “Human Factor”.

photo credit: <a href=”https://www.flickr.com/photos/paride81/5583324115/”>paride de carlo</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nd/2.0/”>cc</a>

Gracchus Babeuf

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