Vendola-Renzi verso il patto di ferroTribuno del Popolo
sabato , 16 dicembre 2017
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Vendola-Renzi verso il patto di ferro

Niki Vendola continua ad ammiccare a Matteo Renzi e tra i due sta andando in scena un’alleanza inedita che rischia di spiazzare una certa “sinistra”.

E meno male che Sinistra e Libertà di Niki Vendola doveva diventare il riferimento parlamentare della sinistra radicale! Il Re è definitivamente nudo dopo le recenti dichiarazioni del politico pugliese che ha rassicurato che Sel resterà alleato del Pd anche in caso di vittoria di Matteo Renzi. Anzi, in occasione della Fiera del Levante a Bari Vendola ai microfoni di Rainews24 ha dichiarato che “anche Renzi avrà bisogno di un partito come il nostro“, e poi ancora, “Mi rendo conto che l’ascesa di Renzi cambia la natura del Pd, e questo fa di Sel, cioè di un presidio moderno di riformismo audace della sinistra, un alleato prezioso“. Permetteteci di rimanere di stucco. Passi appoggiare la parte “sinistra” del Pd, potremmo ancora capire una simpatia manifesta per Civati dopo che ogni residua simpatia investita in passato nei confronti di Fassina, Giovani Turchi annessi e connessi  è andata dissolvendosi alla prova dei fatti. Sinceramente sta diventando davvero difficile riuscire a trovare qualcosa di sinistra in un Pd che sembra ormai rassegnato a finire sotto la guida di Matteo Renzi, uomo che con la tradizione della sinistra non ha nulla a che fare e che semmai ha mutuato un’idea di “sinistra” più simile a quella di Blair rispetto a quella delle socialdemocrazie europee. Con l’apertura di Vendola a Renzi il cerchio, passateci il termine, si chiude. Stiamo parlando di quel cerchio aperto a Chianciano nel 2008, quando Vendola sfasciò Rifondazione e creò Sinistra e Libertà. Doveva essere la nascita del partito della sinistra “moderna”, talmente moderna al punto da rinnegare se stessa, finendo nemmeno cinque anni dopo ad ammiccare a colui, Renzi, che sarebbe gradito persino a Berlusconi come leader del Pd. “Un codice di lealtà  implica che chiunque vinca venga poi sostenuto dagli altri: ha vinto Bersani le primarie  e ho sostenuto lealmente Bersani. Se le avesse vinto Matteo Renzi, avrei sostenuto lealmente Matteo Renzi”, ha poi ribadito Vendola, mettendo però a nudo nuove contraddizioni. Bersani e Renzi, almeno a noi, non sembrano uguali, e se si poteva provare  intortare qualcuno parlando di svolta “a sinistra” all’interno del Pd grazie ai Giovani Turchi e a Bersani, oggi questa eventualità sembra lontanissima dalla realtà. Oramai una svolta a sinistra del Pd è completamente fuori discussione e con Renzi verrebbe acuito quel processo di “americanizzazione” già cominciato con disarmante successo da Veltroni. E poi un’altra cosa, il codice di lealtà sbandierato da Vendola è più o meno importante del codice di lealtà nei confronti di chi, ostinatamente, continua a non vergognarsi di essere di sinistra in questo Paese?  Doveva rappresentare il nuovo Sinistra e Libertà, e invece ben presto rappresenterà al massimo un tentativo di riformismo larvato all’interno del partito dei moderati. Insomma, per chi vuole dare lezioni di nuovismo, alla fine l’operazione di Vendola e soci a noi sembra un semplice remake malfatto.

Gracchus Babeuf

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