Veneto: "cara Italia, non voglio più stare con te"Tribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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Veneto: “cara Italia, non voglio più stare con te”

In Veneto si è votato un referendum, ovviamente non ufficiale, riguardo la possibilità di rendere la regione indipendente dal resto dell’Italia.

Fonte: Oltremedianews

È di pochi giorni fa la notizia che in Veneto si è votato su referendum online, affinchè gli abitanti della regione potessero esprimere la propria opinione riguardo un possibile distacco politico dallo Stato Italiano. I dati sono indicativi, non verificabili, poiché il referendum non è stato riconosciuto costituzionalmente: sembra che vi abbiano partecipato tre quarti dell’elettorato veneto, con un risultato netto, 89% di sì.
Importante è il raffronto che risulta da un sondaggio del 20 e 21 marzo condotto da Demos su un campione rappresentativo dell’elettorato veneto. Circa la metà degli elettori ha sostenuto di aver già votato o di avere intenzione di farlo, con risultati molto chiari anche in questo sondaggio: quasi l’80 % si è dichiarato favorevole all’indipendenza del Veneto.
Questa ipotesi, come si poteva immaginare, è stata accolta molto favorevolmente da imprenditori ed operai, piccole imprese, oltre all’elettorato prettamente di centro-destra, FI, Lega Nord e movimenti autonomisti. Favorevoli anche buona parte degli elettori del M5S, nel quale sono confluiti molti ex elettori della Lega Nord. Contrari al referendum soprattutto giovani e studenti, convinti che l’autonomia non porterebbe vantaggi, e disoccupati.Ma come si è comportata l’opinione pubblica nazionale? Come spesso accade in Italia, il tutto è stato assecondato con convinzione che il tutto finisca in una bolla di sapone, magari più grande del solito, ma sempre bolla di sapone. Forse questa volta non si farebbe male a dare la giusta attenzione a questa voglia di staccarsi dallo Stato Centrale, poiché l’astio che si è venuto a creare fra alcune regioni settentrionali e Roma capitale è ancora più netto dopo la recente crisi economica.
Non a caso la stampa estera ha concesso maggior rilievo alla vicenda, ponendola come eco agli altri movimenti separatisti che stanno prendendo forma in tutta Europa, dalla Spagna, al Belgio e alla Gran Bretagna, fino alla vicenda ben più grave della Crimea.
Altro aspetto sul quale riflettere che il Veneto in questa protesta si sia identificato come regione singola e non come co-protagonista all’interno di una compagine più ampia, come potrebbe essere la macro-regione del Nord, il Nord-Est, o semplicemente la Padania.
Lo stesso governatore della regione Luca Zaia ha definito il referendum “solo un sondaggio”, sperando che resti tale.
La mobilitazione è stata importante, il segnale, seppur indicativo e non ufficiale, è stato forte.
Danilo Di Trani
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