Venezuela. Alta tensione a Caracas: Maduro ordina l'espulsione di tre diplomatici UsaTribuno del Popolo
domenica , 26 marzo 2017
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Venezuela. Alta tensione a Caracas: Maduro ordina l’espulsione di tre diplomatici Usa

Dopo i gravi scontri e i tentativi di destabilizzazione interna operati dall’opposizione, il presidente Nicolas Maduro ha ordinato l’espulsione dal Venezuela di tre rappresentanti diplomatici americani con l’accusa di cospirazione nei confronti del governo. E non sarebbe la prima volta..

Non accennano a sgonfiarsi le tensioni in Venezuela dopo la manifestazione di mercoledì scorso a Caracas organizzata dall’opposizione e il bilancio di tre morti e diversi feriti al termine degli scontri tra manifestanti radicali e forze dell’ordine. Il governo venezuelano, democraticamente eletto dopo la morte di Chavez, ha denunciato un tentativo di golpe analogo a quello subito nel 2002, quando la destra venezuelana più eversiva con l’appoggio degli Stati Uniti aveva cercato di destituire Chavez con un vero e proprio colpo di Stato. Per questo in molti, il presidente Maduro in primis, hanno subito preso molto seriamente quanto successo e hanno deciso di passare al contrattacco in un momento estremamente delicato viste le difficoltà economiche in cui versa Caracas. Dopo aver spiccato un mandato di cattura per Leopoldo Lopez, uno dei leader più radicali dell’opposizione e considerato l’organizzatore delle violenze, Maduro ha deciso di allontanare dal Paese tre rappresentanti diplomatici statunitensi, accusati di cospirare contro il suo governo. ”Vadano a cospirare a Washington”, ha detto senza giri di parole Maduro di fronte alla tv di Stato. Nei giorni scorsi proprio il governo venezuelano aveva accusato proprio gli Stati Uniti di “sostenere e legittimare i tentativi di destabilizzazione della democrazia venezuelana“, un film purtroppo già visto in Venezuela e anche in Cile, dove ci fu la longa manus americana dietro il golpe di Pinochet. Maduro ha anche risposto per le rime a John Kerry, che aveva avuto l’ardire di dirsi preoccupato per le crescenti tensioni in Venezuela, e ha assicurato che non consentirà “minacce a nessuno in questo mondo“. Caracas ha accusato formalmente la Casa Bianca di “promuovere e legittimare i tentativi di destabilizzazione della democrazia venezuelana“, accuse pesanti che trovano anche un certo ancoraggio nei fatti dal momento che la destra venezuelana è storicamente molto vicina a Washington. Intanto proprio Leopoldo Lopez dopo aver ricevuto la notizia del suo arresto, ha annunciato che si consegnerà domani nella sede del ministero degli Interni, invitando i suoi supporter ad accompagnarlo in corteo, vestiti di bianco, come simbolo della sua volontà di pace. Maduro e il governo però accusano proprio lui di aver organizzato le violenze di piazza, e infatti sembra già essere stato fissato il prossimo step, con Capriles, storico leader della destra, che ha reso noto che nei prossimi giorni verrà organizzata una manifestazione nazionale. L’opposizione accusa Maduro di avere responsabilità negli scontri che sarebbero stati provocati anche da alcuni gruppi paramilitari filogovernativi, ma d’altro canto secondo molti analisti l’opposizione venezuelana avrebbe tutto l’interesse ad alzare i toni potendo poi godere su un sistema mediatico internazionale completamente a proprio favore. Il Venezuela resta così con il fiato sospeso, con il vento della destabilizzazione che soffia forte anche da Washington e Maduro che sembra intenzionato a soffocarlo a tutti i costi. Il Venezuela purtroppo è troppo importante dal punto di vista geopolitico per illudersi che non vi saranno pressioni esterne nell’evolversi della crisi. 

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/periodismodepaz/3238497544/”>LuisCarlos Díaz</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc/2.0/”>cc</a>

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Un commento

  1. dovremmo almeno per una volta superare le divisioni e organizzare iniziative a sostegno del governo del venezuela.
    Noi siamo semplici militanti, molti dei quali ormai, privi di strutture.
    Ma se tutti quelli che si occupano di controinformazione si attivassero in tal senso, sono sicuro che saremo in molti a seguirvi

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