Venezuela, Brasile e Cile aprono le porte ai migranti sirianiTribuno del Popolo
mercoledì , 24 maggio 2017
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Venezuela, Brasile e Cile aprono le porte ai migranti siriani

Mentre in Europa la reazione principale alla migrazione di massa è quella di paura e diffidenza in Sudamerica i governi di Venezuela, Cile e Brasile hanno deciso di aprire le loro porte ai migranti. Anche Maduro in Venezuela ha promesso di poter accogliere 20.000 siriani nonostante la difficile situazione economica del Paese. 

In Europa la paranoia circa i profughi che fuggono da guerre e miserie sta raggiungendo livelli quasi di isteria. In queste ore la Commissione europea dovrebbe presentare la nuova proposta sulla redistribuzione dei profughi tra i Paesi Ue, e sempre in queste ore il governo danese ha lanciato una campagna di comunicazione sui giornali del Libano per scoraggiare potenziali profughi dal cercare la salvezza in Danimarca. E mentre in Europa il tema dell’accoglienza è all’ordine del giorno in Sudamerica sembra che l’approccio al problema sia nettamente diverso.  Il Brasile di Dilma Rousseff ad esempio ha annunciato che il paese ha le “braccia aperte” nei confronti dei profughi nonostante un difficile momento economico. Stessa cosa il Cile di Michelle Bachelet che ha dichiarato di essere pronta ad accogliere  “un importante numero di rifugiati”. Ma anche il Venezuela da lezioni all’Europa e lo fa nonostante si trovi in una situazione economica drammatica. Maduro a questo proposito ha proposto rifugio a 20.000 siriani in fuga dalla guerra. Eppure la generosità sudamericana sembra essere un caso, nella ricca Australia infatti il governo di Abbott continua a rifiutarsi di elevare la quota dei richiedenti asilo nonostante ci siano state proteste di massa. Dovrebbe far riflettere però che il Venezuela, considerato dall’Occidente alla stregua di stato canaglia, abbia offerto 20.000 posti come la ricca Gran Bretagna dando così una lezione di umanità e solidarietà. E’ stato lo stesso Maduro nel corso di un Consiglio dei ministri a rivelare di aver chiesto al suo ministro degli Esteri, Delcy Rodriguez, di riunirsi con la comunità siriana e di organizzare l’accoglienza di 20.000 profughi. Insomma una lezione di civiltà a paesi ben più ricchi che sono ormai ostaggio di egoismo, xenofobia e razzismo.

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