Venezuela. Caracas e Washington ancora ai ferri cortiTribuno del Popolo
mercoledì , 29 marzo 2017
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Venezuela. Caracas e Washington ancora ai ferri corti

Il presidente del Venezuela Nicolas Maduro ha annunciato di voler inoltrare una protesta formale contro gli Stati Uniti e di avviare una revisione nelle relazioni con Washington dopo le recenti notizie di attività di spionaggio da parte americana sul territorio venezuelano. A questo si aggiunga che qualche giorno fa proprio le autorità venezuelane avevano denunciato la violazione dello spazio territoriale del paese da parte di un aereo dell’intelligence americana.

Torna alta la temperatura in America Latina, vuoi perchè con la crisi del prezzo del petrolio il Venezuela si trova in cattive acque, vuoi perchè il governo di Nicolas Maduro appare evidentemente indigesto agli Stati Uniti che continuano in tutti i modi a cercare di creare situazioni di destabilizzazione. Del resto gli appoggi degli ambienti americani all’estrema destra venezuelana sono ormai comprovati, a cominciare dal filo rosso che porta direttamente al golpe del 2002, quando fu solo la volontà popolare a impedire che il governo di Chavez venisse rovesciato. Oggi Chàvez non c’è più e pur tra mille difficoltà il socialismo venezuelano continua la sua corsa con Maduro, anche se la situazione sembra volgere nuovamente al peggio dopo le recenti notizie diffuse dalla stampa di presunte attività di spionaggio da parte della Casa Bianca. Secondo il giornale “The Intercept”, gli americani avrebbero ripetutamente spiato la compagnia petrolifera statale venezuelana e anche intercettato le telefonate dell’ex ministro del Petrolio Rafael Ramirèz.

A questa notizia, di per sè non sorprendente, si aggiunga quella diffusa dalle autorità venezuelane qualche giorno fa, e ben più grave, della violazione dello spazio territoriale venezuelano da parte di un aereo dell’intelligence Usa, un Dash 8. A darne notizia una fonte autorevole, il ministro della Difesa Vladimir Padrino Lopez, che ha anche fornito molti particolari della vicenda, ricordando anche che in passato si verificò un episodio simile nel 2002, proprio poco prima del golpe fallito. La situazione dunque torna bollente e non a caso dato che il 6 dicembre si terranno le parlamentari con una destra sempre più radicale che è pronta a lanciare di nuovo la sfida al governo. Maduro è stato quindi costretto a dichiarare di voler denunciare la violazione agli organismi regionali e internazionali, ma la sensazione è che seguiranno ulteriori misure molto presto. Secondo i dettagli sembra che l’aereo in questione fosse attrezzato per tramettere video in tempo reale e trasportare truppe d’assalto (Fonte Il Manifesto), e sarebbe partito dalla base di Hato, situata a Curacao a circa 35 miglia dalla costa venezuelano, immersa nell’Oceano Atlantico. Dal 1999 a oggi le autorità venezuelane hanno denunciato numerose violazioni dello spazio aereo da parte americana, senza che però sia stato preso alcun provvedimento dalla comunità internazionale.

Da ricordare inoltre che proprio pochi giorni fa è stata diffusa la notizia dell’arresto di due nipoti della first lady venezuelana Clia Flores con l’accusa di traffico di droga. Secondo alcuni si tratterebbe quindi di un attacco concentrico da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati locali contro Maduro per dargli una spallata alle prossime elezioni. Dopo la morte di Chàvez infatti gli Usa hanno cercato in tutti i modi di destabilizzare il governo venezuelano, a cominciare dalla controversa decisione di dichiarare il Venezuela “una minaccia inusuale e straordinaria per la sicurezza degli Stati Uniti” e ad imporre sanzioni finanziarie molto pesanti a Caracas, trattata alla stregua dell’Isis se non peggio. Per non parlare della copertura fornita a Miami a tutta una serie di personaggi che vanno dai banchieri fraudolenti ai militari golpisti che destabilizzano “ l’economia venezuelana attraverso il mercato del dollaro al nero guidato dal sito Dolar Today [Il Manifesto].

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