Venezuela. Caracas svaluta il Bolivàr di un terzo | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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Venezuela. Caracas svaluta il Bolivàr di un terzo

Il governo venezuelano ha deciso di svalutare la moneta, il Bolivàr, di un terzo. Si tratta della quinta svalutazione in nove anni, e dovrebbe diminuire il deficit, ma allo stesso tempo far crescere l’inflazione.

TRABAJADORES TOMARON EL CONTROL DE CAMPOS PETROLEROS DE LA FAJA PETROLÍFERA DEL ORINOCO

Il prezzo ufficiale del dollaro americano rispetto al bolivàr venezuelano è cambiato da 4.30 a 6.30. La mossa era stata annunciata venerdì ed era quindi attesa, in quanto vi era l’impellenza di limitare il grande budget del bilancio statale, cresciuto negli ultimi tempi soprattutto durante la campagna per rieleggere Hugo Chavez. Ora la svalutazione darà al governo di Caracas più bolivar per dollari di quelli che riceve dalle vendite del petrolio, ricordando che proprio l’oro nero costituisce circa il 95% delle esportazioni del Paese. Quella che è stata una sorpresa invece, è stata che la manovra sia stata intrapresa proprio mentre Chavez si trova ancora in ospedale in quel di Cuba da dicembre,  e questo in teoria potrebbe aumentare la probabilità di nuove elezioni imminente. La svalutazione è stata approvata dal presidente Chavez insieme al ministro delle Finanze Jorge Giordani. “Qui c’è la firma del presidente se volete controllarla o se avete dei dubbi“, ha detto Chavez ai giornalisti. La svalutazione comunque, anche se ottiene l’effetto di migliorare l’economia, rappresenta una mossa per certi versi impopolare, che inevitabilmente renderà i beni importati più costosi e farà aumentare l’inflazione. Lo scorso anno il Venezuela aveva dovuto affrontare la più grande inflazione dell’America Latina, circa il 22%.  Il Venezuela aveva mantenuto un tasso di cambio fisso fin dal 2003, e questa è la quinta svalutazione  da quando il governo di Chavez ha stabilito il controllo dei tassi di cambio. L’ultima svalutazione era stata annunciata nel 2010 ed era stata causata dalla caduta dei prezzi del petrolio a causa della crisi economica mondiale.

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