Venezuela. Chavez non era un dittatore. Ecco perchè...Tribuno del Popolo
martedì , 17 gennaio 2017
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Venezuela. Chavez non era un dittatore. Ecco perchè…

Bernard “Bernie” Sanders è senatore del Vermont ed è stato un membro della Camera dei Rappresentanti. Oggi è candidato per le primarie democratiche per scegliere il prossimo presidente nelle presidenziali del 2016 e ha recentemente affermato che il presidente del Venezuela Chàvez è stato un dittatore. Pubblichiamo qui la traduzione di una lettera scritta al giornale online americano “Jacobin” da parte di un cittadino che ha voluto spiegare il perchè Sanders si sbaglia…

Caro Bernie,

come milioni di americani sto guardando alla tua campagna con crescente eccitazione. Hai ragione circa i rischi di una crescente ineguaglianza ed è assolutamente corretto che gli Usa ora assomigliano più a una oligarchia che a una democrazia. Plaudo alla tua volontà di denunciare la classe miliardiaria che gestisce questo paese. E io approvo assolutamente la tua chiamata per una sanità universale e per tutti. 

E’ stata una gioia vederti far spaventare Hillary Clinton mentre i tuoi consensi nei sondaggi aumentavano. Sorrido ogni volta che immagino la possibilità di un auto-dichiarato socialista che lotta per una rivoluziona politica vincendo le primarie democratiche. Sono incoraggiato dal fatto che tu hai fatto della lotta al razzismo una priorità della tua campagna elettorale, assieme al resto della tuo programma progressista. 

Proprio per questo mi sono sorpreso e amareggiato vedendoti parlare di Hugo Chavez come di un “dittatore comunista morto” la scorsa settimana. Mi sarei aspettato questo da candidati come Marco Rubio, Jeb Bush, Hillary Clinton, non da qualcuno che ha supportato i Sandinisti negli anni Ottanta e ha accettato petrolio scontato da Chàvez per i residenti poveri del Vermont.

So che sei molto occupato in questi giorni, Bernie, così ho compilato una lista di ragioni perchè tu possa pensarci due volte prima di chiamare Chàvez un dittatore. 

1- Hugo Chávez era stato democraticamente eletto. Non una volta sola, bensì cinque volte in 14 anni.

2- Chávez ha vinto queste elezioni con largo margine, ha prevalso nelle presidenziali del 1998 con il 56% dei voti. E’ stato rieletto nel 2000, ottenendo il 60% dei voti, nel 2004 Chàvez ha vinto un referendum con il 59%; nel 2005 ha vinto ancora ricevendo il 63% dei voti. E nel 2012, mentre era ammalato di cancro, ha vinto ancora con il 55%. 

3- Nelle rare occasioni in cui Chàvez ha patito una sconfitta (nel dicembre 2007 sul referendum sui cambiamenti costituzionali), ha accettato subito la sconfitta. E’ vero che Chavez si è cimentato in certe pratiche che potrebbero essere aperte a critiche, come utilizzare decreti esecutivi per aggirare l’opposizione nel Congresso. Ma tali pratiche sono comuni in molte democrazie attualmente esistenti, inclusi gli Stati Uniti, e difficilmente possono costituire una prova che Chàvez fosse un dittatore.

4- Il successo elettorale di Chàvez non è stato il risultato di una frode elettorale. L’opposizione venezuelana, la stessa che ha supportato un colpo di Stato militare contro Chàvez nel 2002, continua a battere il tasto su questo ma non esiste nessuna prova a supporto di ciò. Jimmy Carter ha detto: “Delle 92 elezioni che ho monitorato direi che il processo elettorale in Venezuela è il migliore del mondo”.

5- La ragione per cui Chàvez ha avuto così tanto successo politicamente è perchè ha praticato alcune delle stesse politiche che tu supporti. Dopo che Chàvez ha preso il potere lo Stato del Venezuela ha più che raddoppiato la spesa in salute ed educazione. (Sicuramente ciò è stato reso possibile dagli alti prezzi del petrolio dal 2003 al 2008, ma anche per il successo di Chàvez nel riaffermare il controllo statale nel settore petrolifero, che è stato privatizzato negli anni Novanta). 

6- Le politiche implementate sotto Chàvez hanno consentito un accesso di massa nel settore della sanità, dell’educazione, delle pensioni e delle politiche abitative. La povertà in Venezuela è stata tagliata della metà tra 2003 e 2008, con l’estrema povertà che è scesa del 72%. 

7- Chàvez ha anche fatto progressi nei confronti del tema a te più caro: l’ineguaglianza. Nel 2012 il Venezuela è stato il paese più equo di tutto il Sudamerica.

8- Mentre tu non hai dichiarato che vorresti costruire il “socialismo del ventesimo secolo”, la rivoluzione bolivariana di Chàvez sembra avere alcune somiglianze con il tipo di “rivoluzione politica” che tu vorresti. Nel 1998, quando Chàvez venne eletto per la prima volta, l’affluenza era appena del 63%, una delle percentuali più basse nella storia della democrazia venezuelana. Nelle ultime elezioni di Chàvez era l’81%, la più alta dal 1988, quando votare era ancora obbligatorio. Nel dicembre del 2013 il 59% dei votanti registrati si è recata alle urne anche per elezioni locali, con una affluenza maggiore rispetto a ogni elezione presidenziale americana dal 1968 a oggi.  Ci sono anche altri esempi di aumento dell’interesse dei venezuelani nella politica durante il mandato di Chàvez. Nei tre anni prima dell’avvento di Chàvez l’interesse dei venezuelani nella politica era tra i più bassi in America Latina. Dal 2003 in poi l’interesse nella politica dei venezuelani è cresciuta costantemente e nel 2013, l’anno della sua morte, la percentuale dei venezuelani che ha espresso interesse nella politica  (47%) è diventato il più alto in America Latina. 

9-Sotto Chàvez il Venezuela ha fatto significativi anche se contraddittori progressi nell’obiettivo di diventare una democrazia protagonista e partecipativa. Ciò è stato ottenuto attraverso la creazione di diversi tipi di istituzioni partecipative: concili comunali, comitati su salute e acqua, comuni, e molto di più. Queste istituzioni non sono perfette, ma hanno indubbiamente favorito processi di “decision-making” per i venezuelani ordinari. Ho appreso tutto questo viaggiando un anno per ricerche in varie città del Venezuela, inclusa Torres, una municipalità nel Venezuela centro-occidentale dove cittadini ordinari decidono come spendere il 100% del budget cittadino. Miriam Gimenez, una attivista di Torres, mi ha detto dei miglioramenti che ha visto da dopo l’elezione di Chàvez: “La Vita è cambiata sostanzialmente per la nostra gente perchè questo processo ha dato alla società luoghi dove discutere, studiare, lavorare, lottare. Ora noi sappiamo che stiamo vivendo, e che possiamo avere speranza per una vita dignitosa”. 

10- Ritrarre Chàvez come un dittatore è un profondo insulto ai milioni di venezuelani che lo supportano. I “Chavistas” non sono droni senza cervello che danno il loro supporto incondizionato al grande leader. Essi erano e sono attivi partecipanti in un tentativo imperfetto ma reale e importante di creare una trasformazione radicale. 

Spero che ti prenderai del tempo per considerare questi punti. Non solo perchè cose cattive tendono ad accadere ai paesi sudamericani quando i presidenti americani chiamano i loro leaders democraticamente eletti “dittatori”, ma perchè Chàvez ha coinvolto milioni di persone in un processo democratico…

Fonte: Jacobin 

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