Venezuela. Contro la crisi Maduro aumenta salario minimoTribuno del Popolo
domenica , 28 maggio 2017
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Venezuela. Contro la crisi Maduro aumenta salario minimo

Gli economisti mainstream ne parlano male eppure il governo di Nicolas Maduro in Venezuela ha deciso di aumentare ancora una volta il salario minimo per proteggere le fasce più umili della popolazione da quella che viene presentata come una autentica “guerra economica”. Si parla d un aumento dei salari minimi tra il 30 e il 27% 

E’ molto facile trovare notizie sul Venezuela, più difficile darsi un reale quadro della situazione nel paese visto e considerato che secondo la stampa occidentale e filoamericana il governo di Caracas sarebbe “dittatoriale”, questo nonostante aver trionfato democraticamente in elezioni che l’ex presidente americano Carter in qualità di osservatore ebbe a definire trasparenti. La destra venezuelana, che è anche quella legata a doppio filo per interessi e commercio a Washington, riceve invece una ottima campagna stampa, un pò sulla falsariga di quello che è sempre successo con Cuba, vedi il caso Yoani Sanchez et similia.

Maduro però risponde con i fatti e il governo venezuelano ha deciso un nuovo aumento del salario minimo per proteggere il popolo da quella che non si esita a definire una vera e propria guerra economica. Il socialismo bolivariano di Chavez e Maduro insomma, non piace ai poteri forti finanziari e agli Stati Uniti che ovviamente avrebbero ben altre idee circa lo sfruttamento delle grandi risorse petrolifere del Paese. Secondo quanto riferito a TeleSUR da parte di Ricardo Menèndez, ministro del Potere Popolare per la Pianificazione del Venezuela, l’aumento salariale sarebbe compreso in una forbice tra il 30 e il 67%, e questo anche per garantire la “sicurezza alimentare” del popolo venezuelano. “Dobbiamo ricordare che nel nostro paese esistono due modelli, quello neoliberale e capitalista e quello socialista“, ha ricordato, aggiungendo che in nessun altro paese del mondo si osservano indicatori a favore della classe lavoratrice come in Venezuela. Insomma il socialismo venezuelano magari non piacerà molto ai pasdaran dei diritti umani di casa nostra, eppure continua il suo percorso riuscendo a lasciare una traccia nella storia del Venezuela che potrebbe essere solo l’inizio di un più vasto processo continentale.

Menendèz ha anche ricordato come grazie alla Rivoluzione Bolivariana il paese è riuscito a riscattarsi dalle catene dello sfruttamento: “Il Venezuela è stato venduto tra il 1989 e il 1990 al Fondo Monetario Internazionale“.

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