Venezuela. Cresce la tensione al confine con la ColombiaTribuno del Popolo
domenica , 28 maggio 2017
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Venezuela. Cresce la tensione al confine con la Colombia

Alta tensione tra Caracas e Bogotà al punto che i due paesi hanno richiamato i rispettivi ambasciatori a causa di quanto sta accadendo al confine nelle ultime due settimane. La Colombia accusa il Venezuela di non aver rispettato alcuni accordi e di aver espulso un migliaio di colombiani residenti nel paese, mentre Caracas ha denunciato l’infiltrazione di paramilitari dal confine colombiano per destabilizzare il governo di Maduro. 

La tensione tra Colombia e Venezuela sta raggiungendo un nuovo livello d’allarme dopo che il governo colombiano ha preso la decisione di richiamare il proprio ambasciatore in Venezuela a causa della crisi di confine scoppiata venerdì scorso. Per tutta risposta Caracas ha preso una misura analoga, lasciando quindi pensare a una crisi diplomatica vera e propria. Tutto era cominciato con una sparatoria al confine tra i due paesi nella quale erano rimasti feriti tre soldati venezuelani e un civile; in quel caso le autorità venezuelane accusarono un gruppo di paramilitari colombiani che volevano entrare nel Paese per destabilizzare il governo bolivariano di Maduro, e infatti la reazione di Caracas è stata immediata con la chiusura di una parte di frontiera e la decretazione dello stato di emergenza. Non solo, Caracas ha anche deciso per rappresaglia di espellere almeno un migliaio di colombiani residenti in Venezuela scatenando così le rimostranze di Bogotà che, tramite il suo presidente Santos, ha definito “inaccettabile” il comportamento delle autorità venezuelane. A scatenare la rabbia della Colombia in particolare sarebbe stata la decisione del Venezuela di non rispettare l’accordo che permetteva all’inviato del governo colombiano di visitare San Antonio de Tachira per verificare sulla carta le accuse di abusi nei confronti di alcuni cittadini colombiani espulsi. I due paesi sudamericani dunque si trovano in una situazione di alta tensione che non accenna a diminuire anche perchè a Caracas si dicono certi che la Colombia stia cercando di strumentalizzare la situazione per danneggiare e destabilizzare il governo venezuelano. Da parte sua il presidente Maduro ha detto all’emittente teleSUR che le accuse della Colombia sarebbero tutte false, di conseguenza almeno nell’immediato sembra difficile che questa crisi possa risolversi.

Inizialmente si pensava che le due controparti potessero trovare una soluzione tramite le trattative, ma la sensazione è che le cose stiano procedendo nella direzione opposta con le due parti che si accusano a vicenda. L’ex presidente colombiano Uribe, peraltro dal passato pieno di ombre a causa di oscuri legami con il narcotraffico, ha ad esempio accusato il Venezuela di “genocidio” riguardo al provvedimento di espulsione per un migliaio di cittadini colombiani. A Caracas invece hanno altre idee, e infatti accusano la Colombia di fomentare il contrabbando al confine aiutando peraltro a ingigantire il problema della penuria di alcuni beni di prima necessità in Venezuela con la complicità dell’opposizione di destra al governo di Maduro. “Abbiamo oltrepassato il limite con le continue aggressioni di gruppi armati e contrabbandieri”, ha accusato Maduro facendo un chiaro riferimento ai trafficanti che acquistano a basso costo beni di prima necessità in Venezuela per poi rivenderli a prezzo maggiorato oltre il confine, causando peraltro gravi danni all’economia del Venezuela.

Dc

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