Venezuela. Dopo Kiev, i media occidentali puntano CaracasTribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
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Venezuela. Dopo Kiev, i media occidentali puntano Caracas

Dopo quanto successo in Ucraina, i media occidentali stanno ormai da tempo preparando l’assalto al Venezuela di Maduro. Il film è sempre lo stesso con il governo sgradito all’Occidente presentato come oppressivo e tirannico e l’opposizione che viene mitizzata e presentata come una vittima. 

Si chiamano Media Wars e sono, sicuramente, l’arma più potente utilizzata nei tempi contemporanei. A differenza delle guerre canoniche e tradizionali, molto costose e imprevedibili, gli apparati mediatici possono colpire duramente il “nemico” in modo subdolo ed efficace. Basta presentare i media come super partes, cosa falsa ovviamente, e poi cominciare a martellare notizie e informazioni a senso unico. Nel caso dell’Ucraina ne abbiamo vista una dimostrazione pratica, con i manifestanti di Kiev che diventavano ragazzi affamati di libertà e stanchi dell’oppressione, quando invece abbiamo visto che in piazza Maidan vi erano anche migliaia di neonazisti e neofascisti che hanno commesso violenze intollerabili. Così la vicenda è stata presentata a senso unico, omettendo anche notizie importanti come ad esempio quella dell’intercettazione tra il ministro degli Esteri estone e la Ashton nella quale, sostanzialmente, si ammetteva che i cecchini che hanno sparato su folla e polizia erano stati pagati dai manifestanti. I media hanno quindi l’immane potere di armare l’opinione pubblica contro questo o quello Stato, ed è esattamente il gioco che si sta tentando contro il Venezuela, dove, ricordiamolo, nel 2002 un golpe di destra contro Chàvez venne sventato per miracolo. Ora ci si riprova a Caracas, con l’opposizione che continua a ingaggiare scontri contro le forze dell’ordine e contro i sostenitori di Maduro, che sono comunque la maggioranza nel Paese dal momento che proprio Maduro è stato democraticamente eletto nell’aprile scorso. Un Paese, il Venezuela, che è stato destabilizzato nel tentativo di portarlo sull’orlo della guerra civile, peccato che i golpisti non hanno fatto i conti con l’effettivo consenso che lega a Maduro e al chavismo consistenti porzioni della società venezuelana. Da qui le migliaia di sostenitori di Maduro che sono scesi in piazza per contrastare i manifestanti, un elemento che è mancato in altri paesi. Così si continua a parlare della presunta repressione di Caracas mentre non si parla delle foto finte fatte girare sul web con foto di supposte violenze perpetrate dalla polizia contro manifestanti in Venezuela, foto poi rivelatesi essere provenienti da Siria, Turchia, Egitto e altri paesi ancora. Ora Maduro ha deciso di fare un vero e proprio ultimatum ai manifestanti dell’opposizione, il tutto mentre l’inflazione ormai ha raggiunto quota 55%. Intanto però nel momento di crisi Maduro ha potuto constatare che i suoi sostenitori ci sono, e sono pronti a lottare per difendere le conquiste democratiche del socialismo bolivariano.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/jokamadruga/8643433624/”>Joka Madruga</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/”>cc</a>

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