Venezuela e Stati Uniti tornano ai ferri cortiTribuno del Popolo
giovedì , 25 maggio 2017
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Venezuela e Stati Uniti tornano ai ferri corti

Caracas ha deciso di interrompere immediatamente i colloqui con gli Stati Uniti a causa delle dichiarazioni rilasciate da Samantha Power, candidata ad ambasciatrice delle Nazioni Unite.

Photo Credit (AFP Photo / Leo Ramirez)

I rapporti tra Venezuela e Stati Uniti non sono buoni, e sono peggiorati notevolmente dopo l’elezione di Nicolas Maduro a presidente. Il suo oppositore, Enrique Capriles, forte dell’appoggio della Casa Bianca ha provato a destabilizzare il governo bolivariano mettendo in discussione l’esito delle elezioni, ma le successive verifiche hanno confermato la giustizia della vittoria di Maduro. Nei mesi successivi si sperava che Venezuela e Stati Uniti potessero in qualche modo mettere da parte l’acredine del passato, ma nelle scorse ore il Venezuela ha denunciato Washington per aver appoggiato le dichiarazioni di Samantha Power, ambasciatrice delle Nazioni Unite, dopo che ha criticato i diritti umani nel Paese. Il ministro degli Esteri venezuelano in riposta ha lanciato un comunicato in cui si informava della fine dei negoziati tra Washington e Caracas in corso in Guatemala. “La Repubblica Bolivariana del Venezuela considera i processi diplomatici iniziati in Guatemala terminati”, ha detto il ministro degli Esteri. Il problema è che la Power ha espresso preoccupazione sulla gestione dei diritti umani da parte di Caracas nel corso del Comitato delle Relazioni Estere del Senato Usa. Ha anche aggiunto che, nel caso dovesse essere eletta, combatterà contro la “repressione” in Cuba e in Venezuela. Comprensibile quindi che il Venezuela abbia reagito con ira, contestando agli Stati Uniti di voler ingerire nei loro affari interni. “La Power sostiene che combatterà la repressione in Venezuela. Quale repressione? C’è repressione negli Stati Uniti, dove essi uccidono afro americani nell’impunità, e dove essi cacciano il giovane Edward Snowden solo per aver detto la verità“, ha detto Nicolas Maduro a commento della situazione. “Il Venezuela ha dimostrato pienamente“, ha detto il ministro degli Esteri venezuelano Jaua, “che dispone di una solida base nella sua Costituzione che garantisce la difesa e il rispetto dei diritti umani“. Perdipiù ha anche detto che il mondo continuamente esprime indignazione riguardo agli abusi americani dei diritti umani, facendo riferimento al fallimento di Washington nel chiudere Guantanamo. Inutile dire che la Casa Bianca intende portare avanti la candidatura della Power in ogni caso, anche si tratta di una palese provocazione ai danni del governo venezuelano. I rapporti tra Usa e Venezuela sono peggiorati dal 2010, quando entrambi i paesi ritirarono i loro rispettivi ambasciatori. Come se non bastasse le tensioni sono aumentate dopo il recente caso della “Talpa” Edward Snowden, cui Caracas ha offerto asilo politico nei giorni scorsi. La Casa Bianca sta chiedendo la sua estradizione a causa dei segreti che ha divulgato, e anche per questo il ministro degli Esteri americano, John Kerry, ha minacciato conseguenze nel caso Snowden dovesse sul serio arrivare in Venezuela.

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