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domenica , 24 settembre 2017
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Venezuela. Ennesimo capitolo della guerra mediatica contro Maduro

I media hanno diffuso la notizia che Maduro avrebbe ordinato la chiusura del Parlamento peccato che si sarebbe trattato di una frase estrapolata da un discorso più ampio del costituzionalista Escarra interpellato sullo scontro di poteri in atto nel Paese. Escarra aveva detto ciò alludendo al fatto che  l’opposizione di destra vorrebbe votare leggi retroattive per abbreviare il mandato presidenziale, peraltro poco dopo l’approvazione dell’amnistia che farebbe uscire di galera golpisti e altri personaggi. 

Maduro chiude il Parlamento? Non proprio. Eppure molti media italiani e non solo avevano pubblicato proprio questa notizia, alimentando così la cattiva stampa nei confronti del governo venezuelano guidato da Nicolas Maduro, ex conducente di autobus divenuto presidente dopo la tragica morte di Chavez. Peccato che Maduro non ha mai pronunciato tale frase che invece è stata pronunciata dal costituzionalista Escarra nell’ambito di una discussione sullo scontro di poteri in atto in Venezuela. In particolare negli ultimi tempi, dopo la vittoria della destra in Parlamento, proprio Escarra aveva dichiarato che se l’opposizione di destra avesse voluto votare leggi retroattive per abbreviare il periodo del mandato presidenziale allora anche il presidente avrebbe avuto la possibilità di accorciare il mandato dei deputati, peraltro nel rispetto della Costituzione. Dichiarazioni dunque molto più circostanziate che sono state pronunciate peraltro solo dopo l’approvazione di una amnistia che potrebbe far tornare in libertà tutta una serie di personaggi ampiamente compromessi con affari torbidi e golpismo a vari livelli. Peraltro contro tale amnistia sono stati raccolti due milioni e mezzo di firme, ma sui media non c’è modo di trovare notizie a riguardo, così come non c’è modo di leggere che la gran parte delle leggi approvate dalla destra venezuelana mirano non tanto ad abolire il socialismo bolivariano quanto a varare misure economiche di neoliberismo spinto che assomigliano, guardacaso, alle ricette Macri in Argentina. Peraltro in Venezuela esiste una legge che consente di indire un referendum di revoca di tutte le cariche a metà mandato se si raccolgono le firme di almeno il 20% degli aventi diritto. Evidentemente le destre venezuelane, ben appoggiate e oliate come sempre accade da Washington, vogliono assicurarsi di tarpare le ali della transizione al socialismo cominciata da Chavez e che peraltro ha sempre rispettato la democrazia. Non a caso il “socialismo” venezuelano ha accettato di non eliminare le classi dominanti che anzi continuano a provarle letteralmente tutte peer sabotarlo con ogni mezzo  lecito e meno lecito, magari arrivando anche alla guerra civile per porre fine al fastidioso esperimento di socialismo veneuzelano.

Tribuno del Popolo 

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