Venezuela. I media continuano ad assaltare il governo MaduroTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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Venezuela. I media continuano ad assaltare il governo Maduro

A distanza di quasi due mesi dall’inizio delle proteste in Venezuela, i media occidentali continuano ad imporre una visione a senso unico della situazione nel Paese dando spazio solo a esponenti dell’opposizione, tacendo sulle violenze di piazza, e cercando di sminuire il consenso di cui Maduro gode ancora nel Paese. 

Basta farsi un giro su Rai News o su internet per rendersi conto di come i media locali stiano provando a veicolare una visione di quanto succede in Venezuela del tutto parziale e militante. Come molti possono facilmente intuire infatti, l’Occidente non ha mai guardato con simpatia all’esperimento socialista del Venezuela, di conseguenza ben si comprende come mai i media cerchino in tutti i modi di dare una “spallata” a Caracas. Su Rai News esperti, rigorosamente anti-Maduro, hanno fatto vedere foto e video di ragazzi universitari che spiegano come mai protestano contro Caracas e raccontano di orrende sevizie subite, peccato che si taccia in modo perlomeno grottesco sulle violenze propagate dagli stessi manifestanti. Non solo, si sostiene che alle proteste ora partecipino anche esponenti delle classi popolari, ma non si porta alcuna prova a supporto di questa tesi, pretendendo che gli ascoltatori ci credano sulla parola. Circola poi un video di una giovane studentessa venezuelana che spiega che il popolo venezuelano combatte per la libertà, con la giornalista Rossana Miranda presente in studio che ha pensato bene di operare un paragone “geniale” con piazza Maidan a Kiev. Anche noi siamo d’accordo con questo accostamento ma per motivi opposti, siamo infatti convinti che quelle di Caracas, proprio come quelle di Kiev, siano proteste appoggiate e foraggiate dall’esterno. Si tace inoltre sul consenso di cui gode ancora il governo di Maduro, come se ormai fosse solo contro il popolo venezuelano in armi. Nella realtà ci sono ancora grandi settori della società che appoggiano Caracas, e infatti le elezioni del 2013 hanno segnato la vittoria democratica di Nicolas Maduro, fatto ignorato deliberatamente dai media mondiali che continuano a parlare di “regime”. Negli ultimi 15 anni in Venezuela ci sono state ben 19 consultazioni elettorali, tutte a favore del chavismo, e prima dell’avvento di Chavez il Venezuela era il Paese sudamericano con più squilibri di ricchezza, tutti dati che si preferisce sottacere per presentare Maduro e il chavismo come il “male” mentre i giovani “democratici” di destra che vorrebbero scalzarli dal potere come il “bene”.  Peccato che il Venezuela prima del chavismo per le fasce popolari non era propriamente un “paradiso”. Intanto però il governo si difende e le Unità della Guardia Nazionale Bolivariana e della polizia sono intervenute nella zona di El Cafetal, a est di Caracas, per disperdere nuove manifestazioni antigovernative non autorizzate. La sensazione è che nei prossimi mesi la tensione potrebbe aumentare in quanto quella cominciata in Venezuela sembra una vera e propria destabilizzazione che in qualche modo si vuole portare avanti con aiuti esterni ed interni. Del resto già nel 2002 gli Usa ci avevano provato, senza successo, col golpe antichavez fallito. Un golpe che tutti gli amanti della libertà a parole vogliono dimenticare.

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