Venezuela. Il governo rilancia sul diritto alla casaTribuno del Popolo
sabato , 21 ottobre 2017
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Venezuela. Il governo rilancia sul diritto alla casa

Mentre in Venezuela continua la tensione provocata dall’opposizione, il governo di Maduro ha deciso di implementare nuove misure riguardo il tema del diritto alla casa. Il governo dovrebbe proporre un provvedimento che dovrebbe soddisfare la richiesta di casa da parte della popolazione meno abbiente. 

In Venezuela, e questo lo abbiamo già ricordato, chi si è più avvantaggiato delle misure portate avanti dal governo di Chavez prima e Maduro poi sono proprio le persone meno abbienti, quelle che hanno potuto usufruire finalmente della sanità gratuita e di programmi di istruzione mirati. Intanto però l’opposizione venezuelana continua a mobilitarsi nel tentativo di destabilizzare la situazione interna del Paese, anche se il governo di Maduro ha dimostrato di essere in grado di tenere in mano la situazione. Anche per questo il governo di Caracas ha deciso di togliersi dalla difensiva e di lanciare un vero e proprio piano mirato a portare avanti una strategia di redistribuzione della ricchezza. A questo proposito sarebbe pronto un provvedimento che mira a risolvere la richiesta di case da parte della popolazione meno abbiente. In base ad un nuovo provvedimento dell’esecutivo i proprietari di immobili affittati da almeno 20 anni dovranno venderli ai loro inquilini entro 60 giorni o affrontare pensanti sanzioni passibili di importanti aumenti in caso di mora: lo stabilisce un decreto emesso dal ministero degli Alloggi che avverte che la multa iniziale sarà di 2000 Unità tributarie, equivalenti a 254.000 bolívares (poco più di 40.000 dollari) e dovrà essere versata in un tempo massimo di cinque giorni. Nel caso non dovesse venire rispettata la scadenza, la multa verrebbe raddoppiata, dopodichè la Sovrintendenza nazionale potrebbe addirittura sollecitare l’esproprio esecutivo corrispondente sull’immobile. Insomma una manovra volta a legare ulteriormente al governo le fasce più povere della popolazione e volta a isolare ancora di più una opposizione che parla solo a una piccola parte del Paese. L’Associazione dei proprietari di immobili urbani, Apiyur, comunque si è detta contraria alla nuova legge, anche se la Costituzione venezuelana effettivamente prevede l’espropriazione o la confisca. Il decreto stabilisce inoltre che il “giusto prezzo” delle case sarà stabilito dalla Sovrintendenza nazionale della locazione degli alloggi.

Si tratta del resto della prosecuzione del progetto lanciato da Chàvez nel 2011, poco prima di morire, quando era partita la “Gran Misiòn Vivienda”, ovvero un piano volto a far fronte al deficit di alloggi che colpisce il Venezuela, dove circa 3,7 milioni di famiglie ancora non possiedono una casa dove abitare in modo stanziale. Il programma, che mette insieme settore pubblico e privato con il sostegno di una decina di paesi fra cui Russia, Cina, Bielorussia e Uruguay, ha consentito, fino alla metà del 2013 la consegna di 415.218 abitazioni in tutto il paese.Inutile dire che la popolazione povera venezuelana, ovvero la maggioranza, sa bene che se dovesse cadere il governo di Maduro, ci sarebbe una clamorosa inversione di tendenza, con un probabile ritorno alla disastrosa situazione dei governi liberali precedenti. Intanto la deputata di destra e vicina ai golpisti María Corina Machado, ha perso ieri la sua carica di parlamentare per aver accettato di rappresentare Panamá in una sessione dell’Organizzazione degli Stati americani (Osa) in violazione della Costituzione venezuelana. Il Tribunale per emettere la sua sentenza ha applicato gli articoli 191 e 197 della Costituzione secondo cui i deputati “non potranno accettare o esercitare incarichi pubblici senza perdere la loro investitura, salvo in attività docenti, accademiche, accidentali o assistenziali” e sono obbligati a svolgere il loro mandato di legislatori “con dedizione esclusiva”. L’articolo 149, inoltre, stabilisce che “i funzionari pubblici non potranno accettare incarichi, onori, ricompense di governi stranieri senza l’autorizzazione dell’Assemblea nazionale”. Di conseguenza la destituzione è stata avallata anche dal Tribunale Supremo del Venezuela che ha autorizzato il procedimento sulla base che Machado avrebbe esercitato una attività incompatibile con la funzione di parlamentare se non in netta contraddizione con i suoi doveri come venezuelana”, visto che Caracas ha interrotto alcune settimane fa le relazioni diplomatiche con il piccolo paese centroamericano ancora nell’orbita statunitense.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/dgcomsoc/8664381684/”>Cancillería Ecuador</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/”>cc</a>

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