Venezuela: l’arma più poderosa è la menzognaTribuno del Popolo
lunedì , 25 settembre 2017
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Venezuela: l’arma più poderosa è la menzogna

E’ senza precedenti nella storia del Paese l’incendio di un’università: la UNEFA. Dall’incendio della sua biblioteca ne traiamo una immagine dantesca, desolante. Lo hanno fatto nel nome del Venezuela democratico e decente, nel nome della società civile, degli studenti pacifici. Il terrore pretende di affermarsi nella memoria come un tatuaggio impresso a fuoco sulla pelle. Come disse il poeta tedesco Henrique Heine: laddove si comincia a bruciare libri, si finisce per bruciare le persone.” Earle Herrera, giornalista e professore universitario venezuelano

1 Nella regione di Tachira, che insieme ad altri posti di confine è nel mirino di un movimento secessionista apertamente sostenuto da un partito di destra, i guarimberos (rivoltosi) con il supporto dei paramilitari colombiani allineati con il narcotrafficante Uribe, hanno già agito contro 15 università, e radendo completamente raso al suolo il complesso Unefa, Università Nazionale Sperimentale delle Forze Armate, maggior polo universitario del Paese con 240mila studenti, fondato nel 1973 dal cristiano democratico Rafael Caldera.

La distruzione dell’università è stata totale, e nessuna forza d’opposizione si è ancora assunta nessun tipo di responsabilità per l’accaduto e quel che è peggio, nessuno ha criticato questo atto terroristico che neppure Hitler aveva osato. Sembra riecheggiare il famoso detto: “Quando sento nominare la parola cultura, estraggo subito la mia Browning!”

2 L’ecocidio dovrebbe essere considerato un crimine contro l’umanità, e questo è un altro dei crimini commessi dall’estrema destra venezuelana. In poco più di un mese di guarimbas sono stati distrutti più di cinquemila alberi nei pochi municipi dove si sono concentrate le manifestazioni di protesta cinicamente classificate come “pacifiche” dai Media venezuelani e internazionali, allineati agli interessi di Washington. Gli alberi sono stati tagliati con l’aiuto di motoseghe, tra gli strumenti molto cari ai paramilitari di Alvaro Uribe, che sono utilizzati anche per assassinare attivisti di sinistra, sindacalisti e semplici contadini. Da qui a breve usciranno di prigione 400 prigionieri paramilitari dal paese limitrofo. Sapendo che il loro reinserimento nella società è molto difficile e problematico, dove pensiamo che andranno a finire costoro?

3 In questa orgia di terrore neppure i centri sanitari vengono risparmiati. Durante il tentativo sventato di rovesciare il governo di Nicolas Maduro, i settori neonazisti hanno rivolto le loro attenzioni verso undici centri sanitari, riservati alle fasce più povere della popolazione. Allo stesso modo, non hanno esitato a bruciare diversi camion che trasportavano tonnellate di alimenti (hanno giustificato questo gesto dicendo che era una protesta per la mancanza di alcuni beni) e che erano diretti verso i mercati popolari. Non sono stati risparmiati neppure i centri di potere elettorali (le commissioni elettorali).

La sede della Commissione nella regione di Zulia è stata per il 60% distrutta, ma questa azione potrebbe essere vista e interpretata come vendetta, visto che la destra ha perso 18 delle ultime 19 tornate elettorali!

Lo stesso vale per gli impianti e le installazioni elettriche.

Pochi giorni fa è stato provocato un incendio nel Waraira Repano, un grande polmone verde di Caracas, e in virtù di questo incendio è stato seriamente danneggiato un impianto elettrico che ha causato un black out in gran parte della capitale.

4 Tuttavia, questo terrorismo di destra cerca coperture e appoggi “professionali” a livello internazionale. Recentemente, sono stati arrestati in un hotel di Caracas 13 individui stranieri, la maggior parte proveniente da Trinidad e Tobago. Due di loro, Luqman Assim e Dominic Clive sono stati giudicati sull’isola per la partecipazione ad un tentativo di assassinio del Primo Ministro, Persad- Bissessar, nel 2011.

5 Tuttavia, nel silenzio codardo e complice dei settori presunti moderati dell’opposizione, la loro avanguardia più spietata, aggressiva e terrorista continua imperterrita, senza freni, nella sua opera distruttiva. La grande arma in suo possesso è la menzogna. Sono ormai tante le bugie che è impossibile poterle riportare tutte.

Due esempi: Carlos Mata, attore molto conosciuto, si è unito alla campagna di menzogne con un tweet sulla “repressione in Venezuela”. La bugia è stata prontamente confutata perché le foto inserite si riferivano al Cile di Pineira. L’attore lo ha poi ammesso, scusandosi, ma intanto la notizia aveva già fatto il giro del mondo. E lui non è il solo.

Un’altra rappresentante del mondo “artistico”, Amanda Gutierrez, si è spinta molto più in là. Ha pubblicato un tweet con una foto che ritraeva un poliziotto che stava costringendo uno studente a fargli una fellatio. Vi si vedevano altri agenti lì, in fila in attesa dello stesso atto sessuale. Poco dopo si è scoperto che si trattava di un fotogramma di un film pornografico. Trovandosi scoperta, si è rammaricata per l’errore. L’uno e l’altro tweet non hanno nulla di ingenuo, ma l’obbiettivo è far credere che gli “studenti pacifici” sono violati e torturati dalle forze dell’ordine pubblico.

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Pedro Campos | da www.avante.pt

Traduzione di Erman Dovis per Marx21.it

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